Il condannato, l’attivista, il giustizialista, il cronista. Questi i personaggi di “Precious: la cosa più preziosa”, il gioco di ruolo sulla pena di morte creato da Coyote Press e Amnesty International che ad aprile sarà presentato a Play, il Festival del gioco di Modena. Si gioca mettendosi nei panni di chi attende l’esecuzione ma si possono impersonare altri tre personaggi: chi è a favore della pena di morte e chi, invece, è contrario oppure si può scegliere di essere chi ha il compito di capire e quindi raccontare la storia senza esprimere giudizi.

“Precious” non è un software o un gioco online ma un libro-gioco. Perché allora parlarne in una rubrica dedicata all’impegno civile, all’innovazione e alla comunicazione digitale? Per almeno due motivi. Credo che il mondo del volontariato e dell’attivismo dovrebbe usare di più il gioco perché il gioco, in qualunque sua forma, rappresenta un innovativo ed efficace strumento di educazione, informazione e sensibilizzazione. In particolare per comunicare in modo nuovo e convincente temi ‘sensibili’, come quelli di cui si occupano tante associazioni – i diritti umani, la pace, la solidarietà tra i popoli – c’è bisogno di concretezza e coinvolgimento personale. 

Un gioco come Precious serve proprio a questo: ad avvicinare e coinvolgere le persone, spingendole a riflettere, ad informarsi, a farsi un’idea e, perché no, ad agire. Ma c’è un altro motivo che mi ha portato a scriverne in questa rubrica: Precious è davvero intelligente e coinvolgente, è un gioco ‘immersivo’ come lo sono i migliori videogiochi. Ad ogni pagina sollecita la nostra immaginazione e capacità di iterazione con gli altri giocatori e, grazie ad una complessa meccanica di gioco e ad un ricco apparato informativo/narrativo, ci fa immergere in una realtà virtuale così forte da sembrare reale

Come spiega l’ideatore Iacopo Frigerio in un’intervista su “Segnali di fumo”, il blog di Amnesty Italia, giocando a Precious “le persone avranno dato vita a un’esperienza reale, preso dei punti di vista (quello del condannato, quello di chi è contrario e di chi è favorevole), fatto delle scelte e provato diverse emozioni. Anche se simulata, quella realtà virtuale permette di avvicinare di più le persone all’esperienza reale e le rende più recettive agli interventi di sensibilizzazione degli attivisti”

Il punto è proprio questo. Il gioco ideato da Iacopo Frigerio con Gabriela “Ela” Rotoli e Corrado Buttinelli, racconta storie di veri condannati a morte, di attivisti e di boia realmente vissuti. Come Paola Cooper che a 15 anni viene condannata a morte per aver ucciso la sua insegnante di religione. Un caso che ha fatto molto discutere dentro e fuori gli Stati Uniti.

Dal Giappone viene, invece, la storia di Iwao Hakamada che per 45 anni è stato rinchiuso nel braccio della morte, fino a che nel marzo 2014 viene rilasciato dopo un nuovo processo. Ma c’è anche la storia di Albert Pierrepoint, il boia inglese che ha ‘giustiziato’ 433 uomini e 17 donne, e quella di Peter Benenson, l’avvocato che nel 1961 con un articolo sui “prigionieri dimenticati” avviò il movimento di Amnesty International, oggi presente in 150 paesi e con circa 3milioni di soci e sostenitori. 

10 storie per 4 giocatori e una candela. Sì, perché Precious prevede che ad inizio gioco si accenda una candela, la stessa candela che è il simbolo di Amnesty, che si consuma, senza poter sapere esattamente quando sarà troppo tardi”.

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Livornese ma a Pisa devo i miei studi in storia moderna. Lavoro all’Ufficio Comunicazione di Cesvot – Centro Servizi Volontariato Toscana. Il non profit e la comunicazione digitale sono da sempre la mia passione. Mi trovate anche su Telegram con il canale @SocialPositiveNews.

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