E’ di qualche giorno fa la notizia che ‘autismo’ è la quinta parola più ricercata dagli italiani su Google. Secondo Carlo Hanau, uno dei massimi esperti di autismo, è una sorpresa positiva, viene fuori un atteggiamento socratico di chi sa di non sapere e si mette in ricerca. Si sfata anche il fatto che la gente non vuol parlare di cose tristi, come mi sono sentito dire di recente da un amico che sta nel mondo della comunicazione a mezzo stampa: mi spiegava che il suo caporedattore non fa passare notizie sull’autismo perché la gente ne ha abbastanza di guai”.

L’opinione di quel caporedattore conferma purtroppo quanto il nostro giornalismo sia ancora ‘primitivo’ e miope, incapace di raccontare la disabilità fuori dalla cronaca nera. Ma qualcosa sta cambiando, grazie soprattutto all’impegno di associazioni e famiglie che molto hanno fatto e stanno facendo per diffondere sulla disabilità un’informazione corretta e rispettosa che scardini pregiudizi e stereotipi e non contribuisca, invece, a produrli.

Perché ciò accada c’è bisogno di storie e racconti in prima persona, c’è bisogno della voce autentica delle persone disabili e delle loro famiglie. C’è bisogno di conoscere e condividere le esperienze e la comunicazione digitale può rappresentare una grande opportunità.

E proprio l’autismo sta registrando negli ultimi anni un gran numero di blog, gruppi e profili sui social media che, promossi e gestiti da associazioni e familiari, hanno l’obiettivo di raccontare e ‘dare voce’ alle persone con autismo.

autismo2“Senza parole. La storia di Ale” è appunto un racconto venuto alla luce grazie al web. Si tratta, infatti, di un ebook pubblicato da Armando Editore in cui Gemma Colla racconta con un tocco di ironia e tanto amore la storia di suo figlio Alessandro, ‘senza parole’ da quando aveva tre anni.

Il libro, scaricabile da molte piattaforme tra cui Amazon e Kobo, ci porta a scoprire e a conoscere, pagina dopo pagina, la vita di Ale e della sua famiglia, una vita dura e dolorosa, che Gemma Colla riesce a raccontare con grande forza, lucidità e ‘leggerezza’. Un meraviglioso “libro di famiglia”, vivido, quasi fotografico che parla a tutti e che, grazie al suo formato elettronico, tutti possono leggere con un semplice click.

Ma la “storia di Ale” non finisce qui. Dal libro è nato l’account Twitter @SenzaParole2014 che, come l’ebook, promuove una conoscenza ‘critica’ e in prima persona dell’autismo. Attraverso i suoi tweet Gemma Colla continua a raccontare la quotidianità di suo figlio, gli aspetti più difficili della malattia, le sue paure di madre, le sue perplessità rispetto a questo o quella ‘scoperta’ medica: 140 caratteri che parlano a tutti.

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Livornese ma a Pisa devo i miei studi in storia moderna. Lavoro all’Ufficio Comunicazione di Cesvot – Centro Servizi Volontariato Toscana. Il non profit e la comunicazione digitale sono da sempre la mia passione. Mi trovate anche su Telegram con il canale @SocialPositiveNews.

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