Impazza sui social network l’hashtag #NoProfitNoIva per chiedere la detassazione dell’Iva per le associazioni. A scatenare la protesta il Corriere della Sera e La7 che hanno ‘scoperto’ come e quanto l’Iva andasse a ridurre i 3 milioni di euro raccolti con la sottoscrizione “Un aiuto subito” per la ricostruzione post-sisma in Emilia. Le due testate non si sono limitate a denunciare la cosa ma hanno pensato di sollecitare una mobilitazione, proprio sfruttando la potenza della comunicazione digitale.

In pochi giorni oltre 40 sigle associative si sono messe in moto via social media per diffondere la protesta e fare pressioni sul Governo che, proprio in questi mesi, ha varato la riforma del terzo settore introducendo importanti novità nel mondo del non profit.

Si parla di aprire una petizione su Change.org e di trasformare questa richiesta in una vera e propria campagna nazionale. E sarebbe davvero una novità per il Bel Paese vedere tutto il terzo settore mobilitato intorno ad una comune campagna di comunicazione per chiedere un intervento semplice ma in grado di produrre un gran bene alle associazioni e quindi a tutti noi.

Del resto i tempi sono maturi. Nei mesi scorsi due mobilitazioni via social hanno già coinvolto parte del terzo settore e ottenuto qualche risultato. Penso alla campagna #FermiTutti, lanciata a marzo da Anpas e altre organizzazioni impegnate nel trasporto sanitario, contro il pagamento del pedaggio in autostrada per le ambulanze. Centinaia di tweet e post su Facebook e poi migliaia di volontari in piazza a Montecitorio il 4 aprile hanno chiesto ad Autostrade per l’Italia un ripensamento ottenendo almeno un rinvio della decisione.

A gennaio, invece, è partita la campagna #diventapartito. Pensata fin dall’inizio per essere veicolata via web e social media, la campagna aveva lo scopo di chiedere la modifica della legge sul finanziamento pubblico ai partiti che garantiva per le donazioni a favore delle organizzazioni partitiche una detrazione assai più conveniente rispetto a quanto previsto per le donazioni ad organizzazioni non profit.

Ideata da due comunicatori sociali, Marco Binotto e Nino Santomartino, la campagna ha ottenuto un importante successo grazie all’ironia, alla viralità e al coinvolgimento diretto delle associazioni. Gli ideatori, infatti, non solo hanno lanciato un hashtag molto efficace e hanno veicolato da subito la campagna sui principali social network e su Trumbl ma hanno anche pensato ad un modo per coinvolgere direttamente le associazioni.

Con lo slogan “Diventa partito. Conviene” hanno chiesto alle organizzazioni di “trasformarsi in partiti” realizzando manifesti o cartoline digitali che in modo semplice ma provocatorio giocassero sui loro loghi e simboli. Ne è nata una carrellata molto divertente che ha di per sé creato un flusso comunicativo di grande efficacia.

Penso che queste due campagne abbiano segnato un passaggio importante nel panorama nazionale della comunicazione sociale e aperto una nuova stagione per la comunicazione ‘pubblica’ del non profit.

Voglio ricordare le parole scritte da Marco Binotto e Nino Santomartino sul blog #diventapartito perché credo siano ancora molto attuali:

#diventapartito è un’idea.
Un’idea nata dalle chiacchierate e dalle conversazioni da quel network informale di persone che da tempo condividono la passione per il Terzo settore e che lavorano, per interesse o professione, nel campo della comunicazione.
E’ un’idea. Una proposta.
Come tutte le idee non è di qualcuno o qualcuna in particolare. Non è una campagna di una organizzazione o di una sola parte.
E’ l’idea di dare un segnale alla classe dirigente nel modo che preferiamo: la comunicazione e l’ironia.
E’ la proposta a chiunque, persone o associazioni, volontari o no, la voglia fare propria.
E’ la speranza che il non profit riprenda iniziativa e parola. Che – con le parole di Stefano Zamagni – “la società civile organizzata riprenda coraggio, fiducia in se stessa e cominci a farsi sentire con proteste civili, come venne fatto in altre epoche”.
Perché crediamo sia il momento di fare provocazioni. Di provocare azioni.
Di prender partito.

 

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Livornese ma a Pisa devo i miei studi in storia moderna. Lavoro all’Ufficio Comunicazione di Cesvot – Centro Servizi Volontariato Toscana. Il non profit e la comunicazione digitale sono da sempre la mia passione. Mi trovate anche su Telegram con il canale @SocialPositiveNews.

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