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Martina Signorini (IV Liceo) recensisce il romanzo #DidonePerEsempio, di Mariangela Galatea Vaglio, mentre Francesca Santi (V Liceo) racconta in un breve reportage il primo degli incontri propedeutici ai #Dialoghi2015.

Uomini e donne dell’antichità

Didone per esempio, di Mariangela Galatea Vaglio, racconta storie di protagonisti dell’antichità greco romana e delle donne che, più o meno silenziosamente, sono state al loro fianco.Lo scopo che l’autrice  si propone – quello di dimostrare la falsità dei nostri pregiudizi su un passato spesso ritenuto polveroso – viene ottenuto tramite brevi e godibili biografie che si concentrano non solo sugli aspetti pubblici, ma soprattutto su quelli privati della vita dei singoli protagonisti.In questo modo, essi ci appaiono uomini e donne in tutto e per tutto simili a noi e dai quali anzi possiamo trarre importanti lezioni di vita.Non certo busti da museo dallo sguardo impassibile.

Fra i personaggi più importanti incontriamo eroi e eroine della mitologia, come Ulisse, Penelope e Didone.Vi sono poi politici di spicco, condottieri e imperatori come Temistocle, Pericle, Alessandro Magno, Cesare, Cicerone, Marco Antonio, Ottaviano e Marco Aurelio.E naturalmente non mancano le donne.Anzi, le  vere protagoniste sono proprio loro: da Penelope a Calipso, da Didone a Lesbia, da Livia a Onoria, da Calpurnia a Giulia.Sono mogli, madri, sorelle e amanti che hanno usato il fascino e l’intelligenza per raggiungere i propri obiettivi o mantenere un ruolo, nella maggior parte dei casi cercando di ‘manipolare’ la mente e il cuore degli uomini che vivevano accanto a loro.Perché è anche grazie alle donne che sono state scritte la storia greca (e soprattutto quella romana).Ci sono davvero figure femminili per tutti i gusti: mogli infedeli, prostitute che hanno fatto carriera, madri e mogli possessive che non accettano di essere messe da parte e altre che non soffrono di questa preoccupazione perché sono un’unica cosa con l’uomo della loro vita.

Anche di uomini ce ne sono per tutte le stagioni: c’è chi vuole l’infinito e a chi piace rimanere a casa a tessere trame e complotti o a studiare filosofia.Uomini leali e uomini senza scrupoli. Uomini passionali, o freddi e calcolatori.L’aspetto più interessante che troviamo nel testo consiste negli spunti di riflessione sulle virtù, sui vizi e sugli errori senza tempo dei protagonisti, poiché anche i lettori sono coinvolti e possono dunque imparare a conoscere la forte attualità del passato.Qualità importanti che vengono sottolineate sono la libertà e la capacità di decidere con la propria testa (Penelope), il desiderio di conoscenza (Ulisse), perché “la vita e il potere non sono quello che hai […], ma quello che impari e nessuno ti può più rubare”, i valori della lealtà (Cesare) e delle fedeltà (Calpurnia), la possibilità di cambiare prospettiva e vedere le cose in modo diverso (Alessandro Magno e Marco Antonio) e il valore della tolleranza della diversità per il mantenimento del bene pubblico (Ipazia).

Il linguaggio è semplice, diretto, colloquiale. L’unica pecca è forse il fatto di sembrare un po’ troppo femminista. Nel complesso, tuttavia, il libro risulta ben strutturato, ricco di contenuti, riferimenti storici e riflessioni importanti. La Vaglio è riuscita a parlare di argomenti seri con tranquillità e ironia, rendendo il libro divertente, interessante e adatto praticamente a chiunque.

[Mariangela Galatea Vaglio, Didone per esempio, Lit Edizioni, Giugno 2014]

Verso #Dialoghi2015

Mercoledì 21 Gennaio 2015, presso il Teatro Manzoni, si è tenuta la lectio dell’antropologo Adriano Favole rivolta agli studenti delle scuole secondarie della provincia di Pistoia. Si tratta del primo dei tre incontri propedeutici alla sesta edizione dei Festival dell’antropologia contemporanea Dialoghi sull’uomo.

L’edizione 2015 dei Dialoghi sull’uomo (@DialoghiPistoia) promette di puntare alla cultura e al cuore dell’abitante. Dal palco del Teatro Manzoni di Pistoia, città che da sei anni ospita l’ormai celebre festival antropologico, l’ideatrice e direttrice artistica Giulia Cogoli annuncia il tema della sesta edizione:

“Le case dell’uomo: abitare il mondo”. Nella casa é racchiusa la vita di un uomo, inutile negarlo. Le pareti che la circondano non sono che un contenitore di emozioni, ricordi, attimi. L’abitare e le abitazioni non sono un aspetto prettamente materiale, ma incidono fortemente sulle nostre abitudini e in fondo, come afferma Heidegger, nell’abitare risiede l’essere dell’uomo. Le case non sono luoghi, sono soglie e transiti: dei veri e propri punti di accesso. Ospitare significa condividere parte della propria vita, donare qualcosa di sé e permettere all’altro di viaggiarne all’interno.

Ed ecco che il tema dell’abitare casa e mondo si rivela protagonista implicito anche delle edizioni precedenti: dal dono del 2012 al viaggio del 2013. Dialoghi sull’uomo é un po’ come una matrioska: aggiunge senza mai togliere.

Quest’anno non é solo il momento di dialogare intorno alla casa, ma anche alle culture e alle  credenze che da essa sono rappresentate. L’abitazione è il luogo in cui si forgiano le identità individuali e collettive, in cui si raccontano storie e si esprimono personalità: non solo dunque un luogo fisico, sociale e culturale, ma un punto di partenza attraverso il quale pensare e ripensare il mondo nella sua complessità e ricchezza. Forse perché, per citare il grande antropologo Appadurai, ospite a Pistoia nel 2013, siamo davvero ormai tutti “così vicini, così lontani”.

 

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FRANCESCA CECCONI

Co-fondatrice cittadiniditwitter.it Social media strategist - teams coordinator / Copywriting e content editor / Formazione - Digital coach / PR e management eventi

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