Gli insegnanti. Pochi sono nel nostro paese quelli 2.0. Ma gli studenti, i ragazzi, e anche i bambini lo sono. Dunque le classi, tutte le classi di ogni scuola, dei piccoli centri e delle grandi città, per una volta non divise da diverse risorse e possibilità, sono potenzialmente classi 2.0. Gli insegnanti dovranno, più prima che poi, se la loro missione è educare, umilmente e serenamente acquisirlo e rivedere le loro strategie personali e collettive. L’approccio non deve essere però di rassegnata accettazione, di negative visioni, di pratiche subite. I social network sono conversazione, comunità, connessione, relazione, autenticità, dialogo, coinvolgimento, stimolo, presenza. Stare, essere su questi canali mediatici per un insegnante significa poter attingere a fonti diverse e altrimenti irraggiungibili di formazione e informazione, fare rete e condividere materiali, idee, passioni con i colleghi anche lontani, avere aiuto, consigli, suggerimenti, trovare bibliografie consigliate e…imparare a comunicare con i ragazzi, lasciandosi andare alla possibilità di permettere loro di esprimersi secondo linguaggi che gli appartengono.

Per fortuna anche in Italia qualcosa si muove; qualche scuola progetta e condivide percorsi formativi “social”, soprattutto su Twitter. E’ questa L’Italia che racconterò.

Spesso i progetti social, “rivoluzionari” e sperimentali, ricevono il benestare del dirigente scolastico. Ma, a differenza di quello che accade nei paesi anglosassoni, e in particolare negli Stati Uniti, non sono inseriti in un percorso di riflessione condiviso dai decisori (direzione, collegio dei docenti, rappresentanti dei genitori) che confluisca nella stesura di una social media policy, ovvero le linee guida delle scelte, dei mezzi e degli obiettivi. Ecco alcuni suggerimenti personali:

Social media policy di un’istituzione scolastica

Le linee guida saranno dirette agli studenti e agli insegnanti; ci sono diversi modi di creare questo documento che dovrà necessariamente essere contestualizzato, ogni scuola ha la sua storia e il proprio background sociale, di cui tener conto.

Per la stesura di questo documento è necessario:

         Sapere quali sono le aspettative e le conoscenze rispetto ai social media nel nostro ambiente scolastico.

         Redigere una lista dei social media già usati dagli studenti, dai genitori, dagli insegnanti, ma anche di quelli ritenuti più adatti al progetto.

         Conoscere le perplessità rispetto al loro uso a scuola da parte degli insegnanti, del dirigente, dello staff amministrativo, dei genitori.

         Far redigere il documento da una rappresentanza di tutti i soggetti suddetti, la discussione dovrà essere aperta e il risultato pubblicato sul sito della scuola prima della stesura definitiva, per consentire la raccolta di suggerimenti e eventuali critiche da tutta la comunità scolastica.

         Avere chiari gli obiettivi per la scelta e l’uso dei nuovi mezzi di comunicazione per il progetto educativo.

         Tenere conto della necessità di protezione dai rischi di uso improprio da parte degli studenti.

         Programmare incontri di verifica ed eventuali revisioni del progetto. E’ possibile che i canali scelti in un anno scolastico non siano riconfermati ma sostituiti con altri negli anni successivi.

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FRANCESCA CECCONI

Co-fondatrice cittadiniditwitter.it Social media strategist - teams coordinator / Copywriting e content editor / Formazione - Digital coach / PR e management eventi

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