Ecco le riflessioni di Giovanni Albergucci (@iomichiamoG) sulla sua esperienza di alunno, ormai all’ultimo anno di Liceo, in un’aula digitale.

Il 14 Novembre, nell’ambito di Bookcity Milano 2014, si è tenuto l’evento LibrInnovando Awards, quest’anno alla sua seconda edizione nella capitale della moda.

Dalle 9 (più o meno, dato il disagio creato dallo sciopero dei mezzi pubblici) l’editoria ha affrontato la sfida dell’innovazione digitale, attraverso l’esposizione di progetti di eccellenza che si sono misurate sul tema.

Al secondo posto si classifica unblogdiclasse®, “Un blog didattico che propone la rilettura di classici letterari” e “progetti caratterizzati da interazioni online con autori contemporanei“.

Durante la mattinata, il giudice Marco Ghezzi ha proposto e sottolineato più volte la soluzione che il mondo dell’editoria, a parer suo, dovrà adottare per sopravvivere.

La “parcellizzazione della professione” è un’espressione tanto rivelatrice quanto inquietante. Si sposa bene, tuttavia, col percorso intrapreso dai ragazzi di unblogdiclasse®, che operano e arricchiscono la piattaforma in relazione alle proprie capacità. Se il mondo dell’innovazione fa procedere ineluttabilmente l’editoria verso una specificità sempre maggiore, di pari passo la scuola ha la possibilità di mettere a frutto le preziose individualità di un gruppo classe.

In breve è possibile collegare i due mondi – editoria e scuola – specializzando lo studente secondo i talenti che possiede.

L’aula digitale creata da Elisa Lucchesi, presso il Liceo scientifico “E. Fermi” di San Marcello Pistoiese, cerca di fare questo: inserire gli studenti in un contesto di alternanza tra scuola e lavoro.

Non solo. Quello che lo studente riesce ad acquisire è una consapevolezza precisa, lucida, delle proprie attitudini mentali.

In un mondo in cui spesso gli studenti che concludono un iter liceale si trovano nella bufera che premette alla scelta universitaria, quella di guidarli alla comprensione di sé potrebbe essere una chiave di volta per #labuonascuola. Certo è che un blog a trattazione letteraria è agevolato nell’impresa. Un’intervista di Armando Massarenti a Giovanni Reale, recentemente venuto a mancare, riporta queste parole: “La cultura scientifica di oggi ti insegna a fare cose, quella umanistica aveva un altro scopo. Ti insegna a diventare uomo” (cfr. Domenica Scienza e Filosofia – IlSole24Ore, 28/11/2004). Si può trovare tanta ragione nelle parole di Reale. La conseguenza di questa impresa porta a raffinare i talenti innati. La necessità di “svecchiare” la scuola, inoltre, comporta la ricerca di motivazioni valide da offrire agli studenti e il connubio con il mondo editoriale propone la concretizzazione delle conoscenze acquisite.

Il far fronte all’innovazione digitale risulta molto più facile per ragazzi di 16-18 anni, non da ultimo.

Ciò che Marco Ghezzi ha profetizzato in tre parole, trova una forma da acquisire in piattaforme analoghe a quella sopracitata. L’augurio – da parte degli studenti e, chissà, anche da parte degli editori – è che se ne vengano a creare un numero rilevante a breve.

L’importante, in questo complesso percorso di integrazione/innovazione, è che ciascuno ricordi bene le identità reali dell’altro. L’editoria resti editoria, poiché la scuola è pur sempre scuola.

Le aziende sono aziende, le classi sono classi.

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FRANCESCA CECCONI

Co-fondatrice cittadiniditwitter.it Social media strategist - teams coordinator / Copywriting e content editor / Formazione - Digital coach / PR e management eventi

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