Comunicazione è circolarità, è condivisione. Concetto in apparenza banale ma quanto mai centrale nella realtà dei social network, che sta segnando questa era antropologica.

Lo sanno bene i gestori delle piattaforme social, che della condivisione di contenuti tra gli utenti hanno fatto il loro motore di sviluppo, ma lo sanno bene anche le nostre amministrazioni pubbliche, ormai sempre più consapevoli dell’importanza di raggiungere i loro pubblici di riferimento là dove si trovano, nelle piazze virtuali dei social, considerato che al gennaio 2016 erano 28 milioni su circa 60 gli italiani attivi complessivamente sui social media (report Digital in 2016, wearesocial.com).

In questo caso il pubblico è quello dei ragazzi, degli adolescenti, protagonisti della condivisione via social ma spesso impreparati alle conseguenze di un loro uso non responsabile.

A loro il ministero della Giustizia, dipartimento Giustizia minorile e di Comunità, ha dedicato la guida online Pensa prima di condividere per l’utilizzo consapevole dei social media e la sicurezza online, realizzata insieme a Facebook che, con l’89% di utenti under 30 sul 56% di italiani attivi (dati 13° Rapporto Censis-Ucsi sulla comunicazione), si conferma al top della classifica dei social più usati dai giovani nel Paese.

LA GUIDA

Che fare se ti taggano in una foto che non ti piace? Se condividono a tua insaputa contenuti nei quali sei coinvolta/o? Se qualcuno diffonde tue foto o video di nudo, o con riferimenti sessuali espliciti? Se si rifiuta di eliminare un contenuto che ti mette in difficoltà? Che fare quando sei tu ad aver commesso un errore nei confronti di un altro?

Non agire mai in preda a rabbia o spirito di vendetta, consiglia la guida, realizzata anche con Ifos – Centro Studi per la famiglia, l’infanzia, l’adolescenza, e MediaSmart.org.

Calmati e rifletti, cercando aiuto in figure di riferimento – genitori, educatori, un telefono amico – quando da solo senti di non farcela. Invia un messaggio privato a chi ha postato o condiviso il contenuto che ti danneggia chiedendo di rimuoverlo, come racconta la storia di Michele e Federica narrata nella guida, oppure usa lo strumento di Segnalazione sociale di Facebook.

Questi e altri i consigli degli esperti, che soprattutto invitano i ragazzi a proteggere la loro identità virtuale. Anche questo è #pasocial.

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MARIA GRAZIA LORETO

Punto ad essere una persona consapevole e partecipe, vivere e contribuire in una comunità che si evolve, e credo che l'informazione sia una leva essenziale di questo sviluppo. In quest'ottica mi sono avvicinata alla comunicazione pubblica, di cui mi occupo come redattrice web. Sono nata e vivo a Roma, cerco di lavorare “al servizio del servizio pubblico”, senza perdere di vista quello che succede intorno.

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