Non è perché le cose sono difficili che non osiamo, è perché non osiamo che sono difficili“, recita un aforisma di Seneca. Quando, nel 2000, il toscano Fabrizio Caselli – chiamato “Misce” sin da ragazzo, perché si faceva da solo la miscela per il motorino – ha perso l’uso delle gambe per un errore commesso in fase di risalita da un’immersione, non ha mollato, ha attinto forza dalla propria resilienza ed è arrivato a vestire la Maglia Rosa nel Giro d’Italia Handbike 2014 e a gareggiare alle ultime Paralimpiadi, come atleta di paracanottaggio.

La sua storia è stata raccontata nel documentario del 2012 Fabrizio Misce Caselli, di Alessio e Claudio Focardi. Ma i due registi non si sono fermati qui e hanno da poco realizzato anche una Webserie di dodici episodi per far conoscere la vicenda di Fabrizio con uno stile completamente diverso, senza retorica –seguendo l’uomo nella preparazione per Rio 2016 e durante il periodo delle gare, così come nella vita di tutti i giorni –, e dare speranza e stimoli a chi ha smarrito la voglia di lottare per la propria felicità.

La Webserie, dal titolo Io cammino, non sarà mai pubblicata se i loro creatori non riceveranno un aiuto economico. Per coprire tutte le spese, i Focardi, hanno infatti bisogno di 7.500 €. Dal 25 ottobre, i registi, hanno lanciato una campagna di Crowdfunding sulla piattaforma europea Ulule, a questa pagina. Su Facebook si possono trovare video e foto che danno un assaggio dei contenuti dell’opera.

 

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Classe 1983, laureato in "Media e Giornalismo", con qualifica professionale in "Mediazione Linguistica" e "DITALS di II livello". Appassionato di cinema e sport, mi muovo fluidamente nel mondo della comunicazione, cercando di veicolare informazioni in maniera chiara, gradevole ed efficace. Sono vicepresidente dell'Associazione Culturale "Buongiorno Firenze" (www.buongiornofirenze.eu).

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