Sempre per la serie ‘twitter e la filosofia’, non si può non parlare della community che ruota intorno all’hashtag #TwitSofia e all’account @TwitSofia_it. Loro sono stati i primi a credere che fosse possibile incuriosire twittatori appassionati della materia e aggregare contenuti e pensieri, in un esperimento iniziato nel 2013. Ideato da Armando Massarenti, filosofo della scienza e responsabile del supplemento culturale “Sole 24 Ore –Domenica”, @TwitSofia_it ha il valido supporto di Luna Orlando, editor di Utet (De Agostini Libri), a cui abbiamo fatto alcune domande.

Cos’è #TwitSofia?

Che cosa avrebbe detto Socrate dell’agorà virtuale, chiassosa e a volte rissosa ma sempre vitale, rappresentata dal social network filosofico per eccellenza – in quanto social network della parola – Twitter?  #TwitSofia è nata da questa domanda, che potremmo anche pensare come un “esperimento mentale”. E’una attività di discussione e animazione filosofica su Twitter che si raccoglie attorno all’account dedicato @TwitSofia_It: una comunità ricca, vivace e sempre in crescita che oggi conta più di 7000 follower. Al cuore di #TwitSofia ci sono i grandi classici del pensiero di ogni tempo. Quando siamo partiti, nel novembre 2013, lo spunto iniziale è stata una collana pubblicata a doppio marchio da Sole 24 Ore e Utet, dedicata proprio al messaggio di sapienza dei filosofi antichi per noi “spiriti moderni”. #TwitSofia è anche la comunità che la rende viva: gli oltre 7000 follower che alimentano in modo sempre nuovo, creativo e interattivo, le discussioni su argomenti anche molto diversi, scadendo davvero raramente nella banalità. #TwitSofia trae poi ispirazione dalla rubrica di Armando Massarenti “filosofia minima”, già di per sé un esercizio di brevità nella scrittura, da anni centro di interessanti discussioni, in Rete e non, su temi di filosofia, scienza, attualità.

Cosa avete imparato sul rapporto tra Twitter e la filosofia, in questi due anni di cinquettii e storytelling?

Twitter e la filosofia è una sfida non da poco, è vero. Ma in questi due anni di filosofia “viva” in 140 caratteri, ciò di cui ci siamo resi conti, sopra ogni altra considerazione, è che si tratta di una sfida fruttifera e piena di risvolti inaspettati, non sterile come alcuni approcci accademici vorrebbero far credere. Importante è precisare che attraverso l’account @TwitSofia_It ciò a cui miriamo non è tanto “fare filosofia”, ma accendere scintille che stimolino il pensiero. Un’attività di divulgazione – di animazione filosofica, verrebbe da dire – assolutamente nello spirito della filosofia migliore, secondo noi: quella che incide sulla vita, sullo stile delle nostre giornate, sul “modo di vivere”, per citare Pierre Hadot, invitando a riflettere e argomentare in modo dialettico. Logico. E naturalmente, socratico.

Twitter come ha cambiato le nostre vite in relazione alla produzione del pensiero, alla produzione e fruizione di cultura?

Di Twitter si dice sempre che è un mezzo che stimola la sintesi, nel bene e nel male. Si tralascia però un aspetto con ogni probabilità ben più rilevante: Twitter è una sfida all’estrema chiarezza di pensiero. Ben venga questa sfida, per districarsi nella nube di fallacie logiche, cattive argomentazioni e pregiudizi che offuscano i nostri scambi quotidiani. Ciò a cui bisogna puntare è un’ecologia della mente, che passa anche dalla nostra scrittura in Rete. Citando Pascal: «Questa lettera è più lunga delle altre perché non ho avuto tempo di farla più breve». Sostituiamo “lettera” con tweet e il gioco filosofico è fatto.

Licenza Creative Commons
Cittadini di Twitter è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.

Susanna Bagnoli, giornalista e addetta stampa. Ha iniziato con la radio e la cronaca locale del quotidiano Il Tirreno. Oggi si occupa di comunicazione politica e istituzionale per un gruppo politico del consiglio regionale della Toscana e scrive di lavoro e viaggi per testate giornalistiche on line. Perché twitter? Perché un giornalista non può farne a meno. Perché Cittadini di Twitter? Perché la trasparenza è un diritto.

Leave A Reply


*