Una foto di un prodotto tipico. Un post che racconta le bellezze storiche, artistiche e naturali. Un tweet che informa su un evento o un appuntamento. I social rappresentano una eccezionale opportunità per promuove il Made in Tuscany, inteso a tutto tondo, come uno stile di vita unico. Ne è convinto il vignaiolo 11760039_422641051194399_8102375713713309469_ncreativo, Federico Minghi, profondo conoscitore degli usi e costumi della Toscana che ogni giorno racconta e promuove le particolarità di questo territorio attraverso vecchi e nuovi canali di comunicazione.

Cosa ne pensi dei social network per promuovere il Tuscan Style?

I social network sono ormai diventati uno strumento fondamentale di promozione del territorio: riescono a  far conoscere le iniziative, i personaggi e gli eventi, ad informare in tempo reale gli estimatori e appassionati di quel determinato prodotto. Basti pensare alla possibilità di postare foto che testimoniano in quel preciso momento un evento o un paesaggio. Basta un post su Instagram per riuscire ad emozionare con un tramonto o far sognare i followers ricordando loro un viaggio o un momento vissuto in quel determinato angolo di paradiso. Oltre all’informare in tempo reale si ha davvero il privilegio di poter condividere emozioni.

Quali sono le caratteristiche della Toscana che vanno più forte sui social? Territorio? Piatti tipici? Manifestazioni storiche?

Il settore più presente è quello delle manifestazioni storiche ed enogastronomiche: ce ne sono tantissime, ogni paese ne ha almeno una e ogni fine settimana ci sono decine di feste paesane che vengono lanciate nel social. In questo senso, secondo me, dovrebbero curare di più la parte storica, ovvero far conoscere meglio da dove viene la festa e a quali tradizioni è legata e la parte enogastronomica, spiegare bene la storia e la tradizione che lega la festa a quel territorio e perché quel si organizza un evento in onore di uno specifico prodotto e quali sono le sue caratteristiche.

Per portare avanti la promozione del Tuscan style quali tipi di social utilizzi? E quali sono le cose che veicoli meglio? Prodotti? Itinerari? abbigliamento?

Ci sono social più adatti a comunicare un settore per esempio Instagram per foto di vestiti, prodotti tipici e panorami mentre utilizzo soprattutto Facebook per spiegare la storia di un prodotto, una leggenda di un luogo, Twitter per comunicare in diretta: un avvenimento, una frase significativa un lancio ad effetto per stupire o una citazione.chianti

Oggi sono indispensabili per far conoscere una regione e le sue tipicità?
Assolutamente si,  rimane comunque bello sfogliare un giornale, ma l’informazione oggi passa dai social anche semplicemente per una questione di velocità la prerogativa dei  social è che in essi c’è maggiore democrazia delle notizie e punti di vista diversi, tutti ci sentiamo e abbiamo la possibilità di essere un po’ ‘inviati speciali’.

Quali sono i feedback che hai tramite i tuoi social?

Raggiungo prodotti o aziende a me sconosciute, per questo i feedback nel mio caso sono essenziali e mi reputo soddisfatto di come arrivo come vignaiolo creativo e blogger.  Oltre a cercarmi sui social per promuovere eventi o aziende ricevo anche giudizi di chi mi segue  fondamentali anche quando sono critici e si può disquisire se un determinato prodotto o luogo che è stato recensito in un modo piuttosto che in un altro.

Hai scritto due guide alla scoperta di questo territorio. I canali di comunicazione tradizionali e i social non sono in competizione ma come si integrano?

I social hanno bisogno di contenuti validi per essere efficaci e vincenti in una campagna di comunicazione, ed allora è ottimo partire da un libro o da articoli scritti, avere un bagaglio culturale e di conoscenza. Averlo ben impresso ti agevola per poi lanciare varie notizie e varie informazioni tutte con un denominatore comune e con un filo conduttore in modo che chi segue possa crearsi una sua cultura o una sua idea in un mondo specifico, o leggere approfondimenti interessanti. Ormai la platea dei social è trasversale anche a livello culturale e di interessi, ci sono super esperti di enogastronomia e grandi chef, se scrivi cavolate o rilanci solo cose ovvie dopo poco rischi di scomparire o peggio di non essere credibile.

Spesso, quando si parla del vignaiolo creativo sui media, rilanci la notizia sui social. Quanto è importante questa cassa di risonanza mediatica?

Per quanto mi riguarda, visti gli articoli che lancio, considerando che faccio molti approfondimenti, Facebook è la platea giusta e poi credo che sia la platea più ampia e trasversale sia come interessi che come target e siccome i miei argomenti sono diversi, spazio dall’enogastronomia all’accoglienza e allo stile di vita, quello è il pubblico che risponde meglio a questo tipo di lanci. 2-Banner-02

Sei presidente dell’associazione Tuscan Style. In questo caso come interagite con i social?

Come associazione abbiamo  un’ applicazione interattiva scaricabile gratuitamente sull’Apple store e ogni volta che facciamo aggiornamenti importanti, rilanciamo sui social sia l’app che gli aggiornamenti per tenere sempre aggiornati e al corrente delle ultime novità i nostri fan.

Finora abbiamo parlato della Toscana ma quello che dici è valido per ogni territorio?

Sì ma con piccole differenze. I social seguono i target, promuovere il mare con un bel tramonto non è la stessa cosa che promuovere un opera d’arte, un monumento o una città e quindi ogni destinazione o prodotto deve conoscere bene il proprio target di interesse ed utilizzare i social consoni al proprio pubblico altrimenti gli sforzi di comunicazione rischiano di essere vanificati.

 

Federico Minghi è autore insieme al giornalista Mediaset Paolo Capresi dei volumi “Un viaggio Toscano” e “Al canto del Gallo”, ha un suo blog www.federicominghi.it ed è presidente dell’associazione “Tuscan Style” da cui è nata un’omonima app che guida alla scoperta della Toscana.

 

 

Licenza Creative Commons
Cittadini di Twitter è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.

Cavrigliese, o meglio Valdarnese, Classe 1983, Specializzata in Comunicazione Strategica alla Cesare Alfieri di Firenze. Giornalista pubblicista ha collaborato con testate locali del Valdarno Aretino e Fiorentino e con l’emittente televisiva Valdarno Channel. Dal 2007 lavora in pubblica amministrazione ricoprendo vari ruoli. Fermamente convinta da tempo che la comunicazione al cittadino arrivi forte e chiara sia attraverso metodi tradizionali sia attraverso i Social Network perché le istituzioni e la politica, grazie a questi, non sono mai state così vicine.

Leave A Reply


*