Torna  la “Notte del Lavoro Narrato”, una manifestazione diffusa che si svolge contemporaneamente in diverse città e sul web con un FlashMob che inizia a partire dalle 20.30 di questa sera – utilizzando l’hashtag  #lavoronarrato  e la Frase “Per me il lavoro vale” – e va avanti per tutta la notte a celebrare la giornata dei lavoratori e di cui  avevamo già scritto lo scorso anno. In occasione della terza edizione della “Notte del Lavoro Narrato” abbiamo fatto tre domande al Prof. Vincenzo Moretti, esperto del tema Lavoro-Società,  co-fondatore dell’iniziativa e che insieme ad altri volontari – Giuseppe Rivello, Tina Magenta, Gennaro Cibelli – quest’anno si occupa di coordinare l’iniziativa.

Quale sono i tratti distintivi della Manifestazione 2016?

Sicuramente una parte dei luoghi, dei soggetti e delle persone che partecipano, e dunque tanti contenuti nuovi,  però – sinceramente –  a me piace sottolineare di più quello che è rimasto uguale, e cioè l’entusiasmo di una comunità che ogni anno si ritrova per dire – attraverso letture, racconti, canti, ecc. – ‘per me il lavoro vale, è parte di me, non è solo un mezzo per quanto importante per vivere, è anche identità, dignità, diritti, responsabilità, autonomia, futuro, possibilità’.

Rispetto ai luoghi e ai “non luoghi” in cui si svolge la Manifestazione –  in elenco sono presenti scuole, associazioni, istituzioni, esercizi commerciali e abitazioni private –  nasce la curiosità di conoscere quali sono  le caratteristiche per ospitare un evento.

La Manifestazione si auto-promuove, sia per chi ospita e sia per chi partecipa, attraverso il passa parola. Si tratta di un’iniziativa non gerarchica, senza capi, né sponsor.  Tutti gli eventi sono gestiti attraverso il lavoro volontario, dove ognuno è protagonista e l’obiettivo è la condivisione: scambiare letture, esperienze, passioni e storie. Tratto comune è il lavoro ben fatto, i diritti e la consapevolezza che ciò che va quasi bene non va bene.

Per concludere, abbiamo chiesto a Prof. Moretti un’anticipazione rispetto al “sentiment”  che si registra raccogliendo le prime “storie” di e sul lavoro 2016, e il Professore ci ha risposto così:

“Chi conoscerebbe Ulisse se Omero non lo avesse raccontato?

Raccontare il #lavoronarrato  e quanto “Per me il lavoro vale” è, dunque,  la risposta per costruire una realtà positiva.

Non ci resta che monitorare l’iniziativa.

Tutte le info per partecipare sono disponibili sul sito https://lanottedellavoronarrato.org/

 

 

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FABIANA ZEPPIERI

Molti anni di comunicazione web, soprattutto per la PA. Così conobbi Twitter...

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