La seconda tavola rotonda in programma durante la tappa cagliaritana di #socialcity ha trattato di Una città a portata di smartphone. Sono intervenuti Riccardo Porcu, direttore del servizio comunicazione istituzionale, trasparenza e coordinamento rete Urp della Regione Sardegna, Donatella Mureddu, direttore del Museo archeologico nazionale di Cagliari, Roberto Murru, presidente della società di trasporto pubblico CTM, Fabrizio Meloni, responsabile della comunicazione dell’Azienda ospedaliera universitaria di Cagliari, e Gianfranco Quartu, capo ufficio stampa del Comune di Cagliari.

Riccardo Porcu ha descritto l’impegno concreto della Regione nel migliorare l’accessibilità dei suoi portali e nel favorire la partecipazione dei cittadini sondando le loro opinioni prima di votare un atto. La metà dei cittadini, tuttavia, non è social: la Regione si è quindi attrezzata con i Camineras, social bus che raggiungono aree e persone con difficoltà di accesso alla rete. Attraverso le interviste o l’ascolto di consigli e reclami degli utenti si incrementa la partecipazione dei cittadini, che Porcu considera l’elemento chiave del successo delle politiche di comunicazione istituzionale e coinvolgimento dei cittadini.

Donatella Mureddu ha parlato del premio vinto dal Museo Archeologico nell’ambito di un concorso focalizzato sull’abbattimento delle barriere. La vittoria ne ha sancito il percorso di “museo liquido”. Non è stato l’unico riconoscimento ottenuto dal museo archeologico, che si è piazzato dodicesimo nel mondo alla Museum Week. Mureddu, nel suo intervento, ha sottolineato anche come per la gestione dei social è stata organizzata una redazione interna, formata da personale che svolge anche altre mansioni ma che con passione ed entusiasmo ha fatto crescere il museo sulle nuove piattaforme di comunicazione. E ciascun medium attrae un pubblico diverso: su Twitter il museo interagisce con centri d’arte in tutto il mondo veicolando cultura; su Facebook, invece, gli utenti sono locali. La missione del museo è comunicare il patrimonio e la bellezza: il miglior modo per farlo via social è con belle foto e commenti d’impatto.

Roberto Murru ha sottolineato l’importanza di mettere l’esperienza del cliente al centro dell’attività. Il settore dei trasporti ha particolare bisogno dei social in quanto si trova ad affrontare quotidianamente piccole emergenze. CTM lavora molto via Facebook: ha costruito una community di persone che si sono abituate a dialogare con l’azienda. Così Ctm insegue l’obiettivo di convincere i cittadini a lasciare a casa l’auto e affidarsi al trasporto pubblico. Da segnalare anche che l’azienda di tpl ha lanciato la app BusFinder, che fornisce tutti i servizi erogati dall’azienda (titoli di viaggio, pianificazione dei percorsi ecc.). Dal 2012 è stata scaricata da ben 125mila utenti.

Fabrizio Meloni ha raccontato come il logo dell’Azienda ospedaliera risale soltanto a un anno e mezzo fa, quando venne indetto un sondaggio sui social in modo che fossero i cittadini a scegliere, fra tre possibilità, il loro preferito. Nel suo intervento, Meloni ha ricordato che la Pa non deve comunicare per persuadere, ma per offrire servizi. L’ente ha deciso di dotarsi di una app per velocizzare i rapporti con i cittadini. L’applicazione consente, tra le altre cose, la prenotazione online al Cup della Regione e in un prossimo futuro sarà utilizzata anche per scaricare i referti.

Gianfranco Quartu ha spiegato come il Comune di Cagliari abbia sempre tenuto sempre in grande considerazione la comunicazione. Oggi la Pubblica Amministrazione ha a disposizione strumenti tecnologici pressoché gratuiti: il vero impegno, quindi, è rappresentato dalla creazione di contenuti. Il Comune ha deciso di realizzare un portale che metta a disposizione dei cittadini tutte le informazioni relative all’ente. Il lavoro non è concluso, ma Quartu è dell’opinione che Cagliari inizi davvero ad essere una città a portata di smartphone. Dietro ai social e all’innovazione ci sono le risorse umane: la scelta di personale con competenze adeguate è fondamentale, ha sottolineato a conclusione dell’intervento.

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