Ascoltare le richieste dei cittadini, capire il tessuto urbano per creare strategie concrete realmente basate sui bisogni e sullo stato dell’arte. Negli ultimi tempi sono sempre di più le amministrazioni che si avvalgono di percorsi partecipativi per adottare iniziative concrete per le città. Di fondo c’è un assunto: la comunicazione con i cittadini crea valore. Un valore che spetta alle istituzioni rendere in modo tangibile e operativo. Prendiamo ad esempio il progetto Pop-Up Lab, un laboratorio che a Prato, città con un tessuto sociale piuttosto complesso, ha portato alla riapertura di alcuni fondi sfitti in centro.

Terza città del centro Italia, l’ex capitale del tessile ha sofferto una crisi iniziata ben prima di quella del 2008. Crollo del lavoro e trasformazione sociale, hanno fatto cadere il castello di carte su cui si reggeva l’equilibrio cittadino. Tuttavia il fermento e il dinamismo ai pratesi non sono mai mancati e, da qualche anno, la città dà la sensazione di essere rientrata nella stagione della fioritura.

Gli anni grigi, tuttavia, hanno fatto molte vittime: i negozi sono drammaticamente diminuiti e le serrande abbassate, drammaticamente aumentate. Prato ha comunque avviato un processo di rinnovamento mettendo al centro la collettività. Più di uno i percorsi di partecipazione attiva che hanno visto protagonisti insieme amministratori, professionisti, portatori d’interesse e cittadini. Ad esempio, per volere dell’amministrazione, è stata tra le prime città a sperimentare il progetto Pop-up Lab in collaborazione con SocioLab e Pin Polo universitario pratese che ha portato alla riapertura di 19 fondi in via del Serraglio, via Muzzi, via del Vergaio, via della Sirena e via Guizzelmi.

Si tratta di un progetto sulla sicurezza destinatario di fondi regionali per 143 mila euro. In pratica i proprietari dei fondi sfitti hanno potuto godere di incentivi economici sui costi di pulizia, contratti, allacci e consumo utenze e, in cambio, hanno offerto in comodato d’uso gratuito, per tre mesi, i loro immobili ai progetti imprenditoriali selezionati attraverso un bando di idee: dal riuso, a botteghe di artigianato, al food.

In totale sono stati 21 i nuovi #popuppers (punti vendita) nati a Prato. La call for idea, infatti, ha avuto talmente successo (38 i progetti imprenditoriali selezionati) che SocioLab, la cooperativa che ha gestito il tutto, già sta pensando a future aperture.

Prato al Futuro, invece, è l’iniziativa di comunicazione e partecipazione che permette a più soggetti di lavorare, fianco a fianco, alla redazione del Piano Operativo, vero e proprio atto di Indirizzo definito dalla Legge Urbanistica Regionale. L’iter di adozione del Piano dovrebbe concludersi con l’approvazione definitiva nel marzo del 2019: attualmente sono in corso proprio i processi di partecipazione. Il sito creato ad hoc, www.pratoalfuturo.it, è articolato in più sezioni tali da rendere facile e immediato a chiunque il senso di questo lavoro ma, soprattutto, la qualità del contributo che il cittadino è chiamato a dare.

 

Venerdì 3 novembre si terrà il prossimo incontro tra amministratori, abitanti ed esperti. Questa volta il tema del Piano Operativo in discussione riguarderà l’ambiente e l’agricoltura.

Certo progetti come questo si scontrano – almeno inizialmente – con il muro dello scetticismo. Trasparenza e comunicazione chiara sono gli unici modi per far aprire la cittadinanza all’ascolto e all’accoglimento di questi processi di innovazione sociale ed urbana. Come spiegano gli operatori di Socio Lab, mappe, brochure, incontri nei luoghi che saranno soggetti a trasformazione, questionari per la raccolta delle idee, sono strumenti fondamentali in questo senso. Com’è fondamentale la disponibilità delle istituzioni a investire tempo e risorse nel costruire una relazione con i propri cittadini e la predisposizione di chi gestisce la cosa pubblica nel dare – e trarre – valore ai processi comunicativi e partecipativi.

 

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Giornalista e social media manager. Un romanzo all’attivo, da Sky Tg24 a Toscana Tv, sono cresciuta a pane e cronaca, poi ho integrato con verdura e social media. Una laurea magistrale all’Università di Urbino, collaborazioni sparse per il web, qualche master e vari corsi di aggiornamento. Curiosa per DNA, affascinata dall’attualità, dalla robotica e dal digitale. Nella prossima vita vorrò fare l’ingegnere aerospaziale. Intanto osservo e racconto il mondo. Attualmente in forze alla comunicazione pubblica.

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