Un’avventura che non si esaurirà in 12 mesi ma che certamente vedrà i suoi frutti più evidenti nel tempo. Per Pistoia la nomina a Capitale Italiana della Cultura 2017, arrivata ufficialmente alla fine di gennaio 2016, è stata caratterizzata fin da subito dalla bontà del progetto in grado – citando il decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 26 febbraio 2016 (visibile qui) – di “interpretare pienamente le risorse esistenti, proiettandole in uno scenario anche internazionale di avanzato sviluppo del patrimonio culturale e della partecipazione associativa”.

La partecipazione associativa ha caratterizzato anche la comunicazione social di Pistoia17, per riprendere l’hashtag ufficiale di quest’anno (per l’appunto #pistoia17), che sta vedendo una gestione ‘collegiale’ dei vari canali (il sito ufficiale www.pistoia17.it , Facebook, Twitter, Instagram) affidata ai principali enti ed istituzioni territoriali.

I numeri. Il primo numero è quello del video ufficiale di presentazione della città: realizzato in co-produzione da Naturart – Discover Pistoia, Fondazione Caript e Fondazione Sistema Toscana, fin dal suo debutto a Firenze, in occasione della presentazione del programma di eventi nell’altana di Palazzo Strozzi, ha centrato in pieno il suo obiettivo. Sono infatti oltre 400mila (al 22 settembre) le visualizzazioni del video caricato sia su Facebook che sui canali Youtube dei vari enti pistoiesi, e che nello scorso maggio ha ricevuto anche una menzione alla Biennale dello Spazio Pubblico di Roma (manifestazione dedicata alle buone pratiche ed alla valorizzazione degli spazi pubblici).

Altalenanti i numeri dei social: ad una fortissima presenza su Facebook (18mila “Mi piace”, tante risposte, commenti e condivisioni sui contenuti del programma e sulla città di Pistoia) ha fatto da contraltare una gestione più conservativa dei profili Twitter – comunque sfruttato nella condivisione dei contenuti prodotti da altri enti – ed Instagram, pur avendo collaborato con Igers Pistoia su diverse iniziative specifiche. Tra i commenti alla città – soprattutto nella pagina ufficiale Facebook – l’elemento che emerge con maggiore frequenza è senza dubbio la sorpresa: ‘perle nascoste’, ‘bellezze inaspettate’, ‘stupore’.
Commenti che evidenziano come la nomina a Capitale della Cultura – forse – potrà far emergere Pistoia nel poligono delle città d’arte toscane, fino ad oggi un triangolo ‘ristretto’ alle sole Firenze, Pisa e Siena.

Una conoscenza della città che si è diffusa anche attraverso la Biblioteca della Toscana Pietro Leopoldo che a partire da febbraio 2017 ha avviato un nuovo servizio di segnalazioni bibliografiche estratte dal catalogo e dedicate al territorio pistoiese.

Gli eventi. Anche il calendario ha certamente influito: ad una prima parte caratterizzata dalla valorizzazione di eventi a cadenza annuale (tra questi – con risultati certamente positivi – i Dialoghi sull’Uomo, il Pistoia Blues e Vestire il Paesaggio, rivolti a target molto differenti tra loro) la seconda parte dell’anno si sta sviluppando molto più sulla produzione artistica: dal restauro (sono oltre 20mila le persone, in soli 2 mesi, che hanno ammirato la restaurata Visitazione di Luca Della Robbia nella ‘nuova’ Chiesa di San Leone, come riportato dalla Diocesi di Pistoia) alle mostre su alcuni degli artisti più rappresentativi della città, come l’esposizione dedicata a Marino Marini a Palazzo Fabroni (che poi sarà protagonista a Venezia alla Collezione Peggy Guggenheim) o quella della Fondazione Jorio Vivarelli. La comunicazione si è sviluppata quasi in simbiosi, a specchio: molto più testuale e narrativa nella prima parte, molto più emozionale e per immagini nel secondo periodo.

In conclusione, ad anno ancora in corso, si può certamente dire che i frutti del ‘titolo’ a Capitale Italiana della Cultura, per Pistoia, non potranno essere ‘solamente’ i freddi numeri di presenze e visitatori, ma sarà la capacità di affermarsi come soggetto vivo e propositivo nell’ambito culturale, che sia esso artistico, musicale, vivaistico o sportivo.

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Un terzo di giornalismo, un terzo di comunicazione politica ed un terzo di comunicazione pubblica. Vivo (intero) a Pistoia, ma non so stare senza il mare (piombinese e sorrentino)

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