Non solo servizi, dialogo coi cittadini, informazioni. I social aiutano a comunicare la cultura, a fare promozione al territorio, a incuriosire con storie comuni che diventano racconto collettivo di una comunità. E avvicinano, talvolta ‘rompendo’ col cerimoniale codificato. Come spiega Alessandra Migliozzi, capo ufficio stampa del Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca :   “Ha avuto molto successo il video, preregistrato, con l’annuncio fatto dal Ministro delle materie della Maturità 2016. Più di 2 milioni di visualizzazioni. Da due anni siamo sui social, gli strumenti scelti sono Twitter per l’immediatezza. Siamo su Youtube, e abbiamo Facebook per raggiungere l’utenza più giovane. Da maggio siamo anche su Telegram. #pasocial è esperienza costruttiva, ci confrontiamo, impariamo”.

Giuseppe Ariano, social media manager del Ministero Beni Culturali e Turismo, ha raccontato “ Siamo la prima amministrazione pubblica sui social dove siamo approdati nel 2009, per valorizzare il patriomonio degli italiani. Abbiamo opere d’arte riconoscibili e conosciute in tutto il modo. Abbiamo iniziato a raccontare in modo diverso questo patrimonio, creando un pubblico e cercando un contatto diretto, dando risposte a tutti. Dal 2013 abbiamo una social media policy. Cerchiamo di sensibilizzare i musei , le aree archeologiche, a usare gli strumenti social. Senza abbandonare la comunicazione tradizionale. Se i musei comunicano diventano competitivi! Gli uffizi non hanno ancora account social ufficiali, cerchiamo di spingere per arrivarci. Da settembre saremo su Instagram e lo affideremo ogni settimana a un museo, anche ai più  piccoli. Potranno far pratica e farsi conoscere”.

Mauro Felicori, direttore della Reggia di Caserta : “La Reggia è sui social dal 2011, e in questo modo è uscita dal cono d’ombra. Un grande monumento, molto trascurato che ha cercato e cerca di farsi conoscere. Da poco siamo su Instagram, su Facebook facciamo prodezze. Curiamo i social come si cura il giardino di casa. I social sono democrazia, e noi sentiamo il dovere di usarli per comunicare cultura”.

Carlo Caroppo, social media manager di Puglia Promozione, agenzia di promozione della Regione Puglia : “Siamo sui social principali e facciamo piani editoriali ad hoc a seconda del pubblico. Abbiamo cercato, in questi anni, di far raccontare la Puglia attraveso canali social. La campagna #WeAreInPuglia è nata per far conoscere questa splendida terra all’estero, raccontando la destinazione a partire dai pugliesi che raccontano la loro regione. Oggi abbiamo un hashtag che tutti i visitatori usano, compresi i pugliesi e che ci identifica in tutto il mondo”.

Diego Di Donato, social media manager dell’Università Bicocca di Milano, ha avuto l’onere e l’onore di presentare Snapchat, per la prima volta presentato a #pasocial. “Perché Snapchat in Bicocca? Per uno storytelling moderno, giovane, fresco. In breve, fico! L’Università non è dei baroni ma è fatta di persone e eventi, storie e opportunità. Tutti i giorni faccio un giro nelle storie dei nostri contatti, storie legate all’università e ne scelgo sette da postare sugli altri nostri social. Diamo voce alla community, anche con call to action, per esempio chiedendo di segnalarci eventi che poi seguiamo e raccontiamo con Snapchat”.

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SUSANNA BAGNOLI

Susanna Bagnoli, giornalista e addetta stampa. Ha iniziato con la radio e la cronaca locale del quotidiano Il Tirreno. Oggi si occupa di comunicazione politica e istituzionale per un gruppo politico del consiglio regionale della Toscana e scrive di lavoro e viaggi per testate giornalistiche on line. Perché twitter? Perché un giornalista non può farne a meno. Perché Cittadini di Twitter? Perché la trasparenza è un diritto.

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