Tecnologia ed innovazione, ricerche e sperimentazioni, quanto corriamo alla ricerca del nuovo? Corriamo tanto, cercando giornalmente di portare a casa dei risultati che ci permettono di dare qualche informazione in più al nostro bisogno del nuovo. In questi anni è iniziata la corsa verso l’applicazione della realtà virtuale e della realtà aumentata. Per dire la verità, la realtà virtuale ha fatto il suo ingresso molti anni fa nella vita tecnologica, mentre la realtà aumenta rappresenta un nuovo  campo in cui molte aziende si stanno confrontando. Ne parliamo con Steve Luccisano, Chief Operating Officer di MaCoEv

Realtà aumentata e realtà virtuale: quali sono le  differenze?

La realtà virtuale nasce dalla volontà di “replicare” la realtà, quanto più precisamente possibile dal punto di vista visivo, uditivo, tattile e anche olfattivo, per compiere azioni nello spazio virtuale superando limiti fisici, economici, di sicurezza. Per realtà aumentata si intende la sovrapposizione di elementi virtuali generati da pc, smartphone o altro alla percezione, non solo visiva, del mondo reale, ripresa attraverso una telecamera o attraverso speciali occhiali

Cos’è realtà virtuale?

E’ una rappresentazione tridimensionale generata dal computer, con diversi gradi di affinità con l’ambiente reale, da un abbozzo schematico degli oggetti fino al fotorealismo, in cui è possibile agire interattivamente con l’ambiente e gli oggetti.

E cos’è la realtà aumentata?

In realtà, esprimendo un concetto relativamente nuovo ed in costante evoluzione, non esiste una definizione univoca e chiara per i il termine “realtà aumentata”. In generale, la realtà aumentata (augmented reality o AR) è la rappresentazione di una realtà alterata in cui, alla normale realtà percepita attraverso i nostri sensi, vengono sovrapposte informazioni sensoriali artificiali/virtuali.

Riassumendo, in sostanza, che differenza c’è?

La differenza fondamentale fra realtà aumentata e virtuale consiste nel concetto di simulazione utilizzato. La realtà virtuale ci induce tramite un sistema più o meno immersivo a pensare di vivere una certa realtà ingannando i nostri sensi; tale realtà è completamente generata dal computer. La realtà aumentata, differentemente, aggiunge livelli informativi di varia natura a ciò che i nostri sensi percepiscono. In poche parole si tratta di un potenziamento percettivo, basato principalmente sulla generazione di contenuti virtuali da parte di un computer e dalla loro sovrapposizione con la realtà. E’ importante puntualizzare che queste integrazioni non sono circoscritte ai dati visivi ma possono comprendere, se la tecnologia lo consente, dati olfattivi, uditivi e perfino tattili.

Quali sono i campi di applicazione?

L’utilizzo della realtà virtuale è ormai esteso ai più svariati campi di applicazione, dall’istruzione in campo meccanico ai simulatori di volo, dalle simulazioni in campo chirurgico alla riabilitazione di pazienti con deficit cognitivi, dall’architettura al turismo. Per quanto riguarda la realtà aumentata, faccio un esempio:
un manutentore, potrà vedere comparire sull’area di lavoro, utensili e componenti animate che mostrino come deve essere eseguita un’operazione, direttamente sull’apparecchiatura oggetto dell’intervento, seguendo e guidando passo passo la sua attività. Un turista, puntando un tablet o uno smartphone verso un’opera d’arte, può veder comparire informazioni utili. Un lettore, posizionando una pagina di un libro davanti alla webcam del suo pc, può vedere comparire sul libro stesso “riflesso” nello schermo del pc, animazioni 3d, filmati o contenuti multimediali. Le finalità sono simili, training, educational, entertainment.

Per chi ama lo sport che spazio di applicazione c’è…

Nel mondo del calcio e dello sport in generale ci sarà un grande spazio per la tecnologia.
 Nei programmi televisivi è già stato lanciato nei mesi scorsi un software in grado di proiettare oggetti e informazioni su contenuti live direttamente da tablet consentendo a telecronisti e presentatori di coinvolgere gli utenti, esperti e non, in modo importante. Ma pensiamo agli atleti, che potranno allenarsi su schemi ma anche su gesti atletici con l’ausilio di proiezioni o ricostruzioni 3D che simulano la realtà; ci sono già molti allenatori che si avvalgono di questi strumenti; sarà sempre più importante avere dati, numeri e nuove modalità di approccio al training.

 

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45 anni consulente tecnologico per importanti aziende italiane. Cresciuto come PR free lance, mi piace raccontare l'innovazione in modo semplice e divulgativo facendo uscire dalla autoreferenzialità un mondo spesso troppo chiuso.

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