La scuola, in questo periodo di incertezza e smarrimento, va avanti. Le lezioni si tengono online (Google Meet e Zoom sono le piattaforme più utilizzate), i problemi di connessione sono molti e le opinioni tra professori e studenti variano. La voglia di tornare a scuola, paradossalmente, non manca, incontrare il compagno di banco, sentire il battito cardiaco accelerare mentre la professoressa decide chi interrogare, sono sensazioni ormai lontane.

Da Rapallo, Giorgia, studentessa di un liceo linguistico, confessa le sue nostalgie. “Nonostante si stia riuscendo in qualche modo a terminare l’anno scolastico con le lezioni via Zoom, vengono a mancare le relazioni interpersonali con i compagni e i professori. Cosi come l’ansia, che se immagazzinata bene, diventa un turbo“. In merito alle interrogazioni, continua: “Non è certamente la stessa cosa. Ascoltare le domande non è semplice, talvolta la connessione viene a mancare e molti di noi perdono il filo del discorso. Spero solo che si possa ritornare sui banchi di scuola quanto prima“.

Altri, invece, sottolineano gli aspetti positivi della didattica a distanza e mostrano tutte le qualità della tecnologia. È il caso di Alessandro, maturando di La Spezia: “Noi abbiamo una lavagna, utilizzabile da chiunque, che ci permette di svolgere la lezione da casa in maniera efficace. Non nego però, che tutto ciò sia molto strano“. E sull’esame di Maturità, ammette: “Le scelte governative mi hanno tranquillizzato. Il fatto di avere una commissione quasi tutta interna, per noi maturandi, è una boccata d’ossigeno. Inoltre, negli orali mi sento molto più a mio agio”.

Non solo gli studenti. Anche i professori dicono la loro. Tra la difficoltà iniziale nell’accesso alle piattaforme e la poca partecipazione, una professoressa livornese, che insegna italiano, sfoga qualche frustrazione: “Inizialmente ho avuto un po’ di problemi con Google Meet, con il passare del tempo poi, tutto è migliorato. La cosa che mi infastidisce di più è la poca partecipazione che ho riscontrato in alcuni dei miei alunni. Molti disattivano il video, c’è chi rimane collegato ma fa dell’altro”. Inoltre, aggiunge: “La promozione automatica a giugno non ha assolutamente aiutato gli studenti a stare concentrati sulla lezione”.

Diversamente, ci sono professori che vedono la didattica a distanza come un’opportunità per imparare qualcosa di più. È il caso di un professore di storia e filosofia in un liceo di Padova: “Non essendo mai stato abituato a situazioni del genere, ho partecipato a lezioni online di informatica. Ho capito tante cose e adesso mi sento in pari con i tempi”. Anche sull’apprendimento dei ragazzi mostra la sua felicità: “I ragazzi partecipano attivamente e chi non c’è, avverte via mail. Sono fortunato, perché so che in altre realtà non è così. I miei alunni sono molto responsabili”.

Nonostante tutto, quello che sperano i professori e gli studenti è di avere risposte dal governo il prima possibile. Finora c’è stata molta incertezza sul futuro della scuola, ma il tempo ci aiuterà a capire come andare avanti.

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ROCCO LANZA

Ho 25 anni e sono laureato in scienze politiche, con specialistica in comunicazione presso l'università di Pisa. Attualmente sto frequentando il master in Pragmatica Politica della RCS Academy e sono fortemente appassionato di comunicazione e politica.

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