Quale sarà il futuro della Toscana dal punto di vista delle reti infrastrutturali digitali e dei servizi alla cittadinanza, sempre più propensa all’utilizzo delle strumentazioni informatiche?

Lo abbiamo chiesto a tre esponenti del panorama politico regionale, per capire in quale direzione si stanno muovendo le istituzioni locali.

Cecilia Del Re – assessore innovazione tecnologica, sistemi informativi e smart city del Comune di Firenze – pone l’accento su un progetto nato proprio per l’accrescimento delle competenze digitali della comunità: Firenze Digitale.

“E’ un progetto che nasce nel 2017 per volontà del Comune insieme ad altri partner: Camera di Commercio, Cispel e Regione Toscana, con lo scopo di sostenere le competenze digitali dei cittadini, degli imprenditori e delle associazioni.

La vera svolta arriva nel 2020 quando, a seguito di un ulteriore accordo tra questi soggetti, viene dato vita a un progetto più strutturato: un portale on line dove vengono convogliate tutte le iniziative di formazione e conoscenza dei servizi digitali (riguardanti le società partecipate del Comune fiorentino) in modo tale che il cittadino abbia un unico luogo dove recepire tutte le informazioni per poter usufruire dei servizi digitali.

Durante il periodo pandemico abbiamo registrato un vero boom degli accessi, oltre il 500% in più rispetto ai mesi precedenti. I cittadini iniziano a ritenere familiari i servizi on line, è giusto stare al passo con i tempi. E’ altrettanto importante dare a tutti le stesse opportunità per l’accesso e l’utilizzo, ecco che questo progetto ha lo scopo di eliminare quel ‘digital divide’ che impedisce a chi non ha competenze informatiche di poter sfruttare queste opportunità. A tal proposito stiamo collaborando con l’Università di Firenze e con il master in Digital Transformation per capire dagli studenti come si possono migliorare questi servizi.

Insieme alle infrastrutture, è indispensabile promuovere una comunicazione coordinata con tutte queste realtà, perciò abbiamo attivato una collaborazione con Cisco e PA Social, che ci aiuta a far veicolare questo progetto a tutti coloro che sono interessati”.

Altra città che sta facendo passi da gigante nell’ammodernamento delle infrastrutturali digitali, informatiche e nell’ampliamento dei servizi on line è Prato, dove dal 2017 si sta sperimentando il 5G (insieme ad altre quattro città italiane, scelte dal governo centrale) con l’obiettivo di diventare sempre più una Smart City al pari di tante altre moderne realtà europee.

“Parallelamente alla sperimentazione del 5G che quest’anno si conclude, il Comune di Prato ha impiegato questo periodo per sviluppare un percorso di sensibilizzazione e coinvolgimento del sistema produttivo del territorio verso il mondo digitale – dichiara Benedetta Squittieri, assessore all’innovazione e all’agenda digitale – Siccome siamo un distretto manifatturiero principalmente vocato al tessile, fatto di micro-imprese dove il trasferimento tecnologico è molto complicato, abbiamo realizzato due progetti di formazione e informazione rivolti alle aziende. Uno è il ‘Centro di Competenze 5G’, l’altro è la ‘Casa delle Tecnologie Emergenti’. Tra i partner dell’iniziativa c’è anche Estra, la società dei servizi pubblici locali che ha sede nella nostra città ed è proprio essa che si sta occupando della connessione in fibra.

Un’attenzione rivolta al settore del manifatturiero che ha avuto il plauso del Ministero dello Sviluppo Economico per aver riconosciuto il valore e promosso il 5G come elemento strutturale del settore economico-produttivo.

Sul piano dei canali digitali utilizzati dalla cittadinanza, da anni il Comune ci sta lavorando e oggi abbiamo fatto un ulteriore salto di qualità, in relazione all’Agenda Digitale Nazionale. Siamo convinti che essere realmente una ‘Smart City’ possa garantire una qualità di vita migliore ai cittadini che interagiscono in maniera più fluida e semplice con le istituzioni e le imprese”.

A cooperare con gli enti locali, contribuendo anche economicamente per la buona riuscita di questi progetti, è la Regione Toscana, l’esperienza di seguito riportata è quella dell’assessore ai sistemi informativi e e-government, Stefano Ciuoffo.

“Per la prima volta, la Regione Toscana ha un assessorato fondato sull’innovazione digitale. E’ una scelta del presidente Giani molto forte e nasce anche dalla consapevolezza che il processo di digitalizzazione non è più rinviabile. Sappiamo che i processi di digitalizzazione nella nostra comunità sono una domanda forte, che la richiesta è cresciuta quest’anno in maniera prepotente. In molti territori si stanno progettando le estensioni delle reti, raggiungendo anche le zone più verifiche, in modo tale da attenuare il ‘gap’ infrastrutturale. Dall’altra parte puntiamo sull’adeguamento delle piattaforme, come stiamo facendo con Tix (Tuscany Internet Ex change) e vogliamo sfruttare le potenzialità del Cloud.

L’offerta dei servizi ai cittadini deve essere attuata in una maniera più possibile estesa e diffusa.

Tutto questo dovrà diventare strutturale, dobbiamo far sì che le istituzioni siano davvero trasparenti ed accessibili, e che facilitino il dialogo tra cittadini, imprese ed istituzioni.

La digitalizzazione è la vera prima forma di semplificazione che possiamo attuare. È un bel lavoro da fare, una scommessa interessante. L’innovazione tecnologica, salute e sostenibilità ambientale caratterizzeranno la Toscana per i prossimi anni”.

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Fiorentino doc. Sono giornalista professionista e specializzato in comunicazione pubblica, digitale e social. Lavoro a Open Comunicazione dove mi occupo della redazione e della gestione dei contenuti digitali di enti pubblici e imprese private. Tra le altre passioni: la tv e la radio.

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