Il rilancio del turismo passa per il mondo digitale, sia esso web o mobile. Se è ormai assodato che i luoghi non sono più semplicemente cose da vedere ma momenti da vivere e condividere, nei quali ci si riconosce e ci si identifica, è da confermare che l’utilizzo dei canali digitali per la promozione e l’e-commerce sono un punto di riferimento per le aziende che lavorano nel ramo del turismo, siano esse legate alla ristorazione, al soggiorno o ai servizi.

Conferma dimostrata dalla ricerca sulla maturità digitale delle imprese del turismo di Unioncamere, attraverso i Punti impresa digitale (PID) delle Camere di commercio e dei dati dell’Osservatorio sull’economia del Turismo del sistema camerale, che mette in evidenza come un terzo delle imprese turistiche italiane si sia attrezzato e formato tecnologicamente per far parte del modo dell’offerta (internazionale per sua natura) dell’e-commerce. Altro importante fattore rilevato, e che supporta tale tendenza, è che 7 turisti su 10 usano modalità online per prenotare le strutture ricettive per il loro soggiorno in Italia.

Digitale, quindi, come fattore chiave per la competitività e l’internazionalizzazione del brand Italia e canale privilegiato per intercettare il flusso di viaggiatori, che viene stimato in crescita nei prossimi dieci anni con un potenziale di 1,8 miliardi di viaggiatori internazionali.

Si è passati dal rilevare come la tecnologia digitale fosse utile per rendere più efficiente il lavoro nelle strutture turistiche alla constatazione di come tali strumenti abbiano contaminato la crescita dell’intero sistema turistico divenendo, grazie anche a strumenti mobile come i social (Facebook, Instagram, TikTok, ecc), il canale privilegiato per l’implementazione della proposta turistica attuale, grazie anche alla comunicazione digitale sinergica(anche inconsapevole)  tra Pubbliche Amministrazioni con i loro uffici /organi di promozione territoriale e le aziende turistiche.

Dalla ricerca emerge che il 14% delle aziende turistiche si ritiene “esordiente” rispetto questo mondo, perché ancora prevalentemente improntato ad una gestione tradizionale dell’informazione e dei processi; il 56% si sente più “apprendista”, con un livello basico di utilizzo degli strumenti digitali; il 23% delle imprese si sente “specialista” del settore avendo digitalizzato buona parte dei processi; si sente già “esperto” il 5% che applica con successo i principi dell’Impresa 4.0. Solo il 2%, invece, si colloca fra i “campioni”, grazie ad una digitalizzazione avanzata dei processi e ricorso a tecnologie 4.0.

Rimane importante, in vista delle nuove risorse per la crescita e la sostenibilità (e resilienza), puntare sulla formazione e sullo sviluppo di nuove prospettive digitali che possano favorire l’internazionalizzazione  e promuovere a 360 gradi tutti i volani del Bel Paese per valorizzare il comparto turistico italiano in un’ottica sostenibile, innovativa e inclusiva.

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Esperto in R&S territoriale, Problem solver e Strategic Planning, digital strategist e Social media manager, web e content marketing development.

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