Se Europa deve essere, che Europa sia. Sarebbe bello se prima o poi riuscissimo a cogliere dell’opportunità europea gli esempi migliori, le iniziative più stimolanti, per cercare quanto meno di prenderne spunto e partire con utili suggerimenti. L’esempio che arriva dalla Norvegia è quanto mai emblematico, parte dai social network e smuove dal profondo eredità culturali forse fin troppo radicate. Come raccontato in un’intervista dal Corriere della Sera, ha riportato risultati straordinari l’esperienza della professoressa Michaelsen, docente di lingua inglese appunto in Norvegia, che ha utilizzato i social network in modo più che dinamico per le sue attività scolastiche. Non solo Facebook e Twitter quindi, ma anche Skype e YouTube per condividere con i ragazzi l’esperienza di studio in classe e a casa. Una pagina pubblica creata su Facebook per ogni classe dove la professoressa insegna, nessuna “amicizia” concessa ma tanti consigli elargiti agli studenti e la piattaforma social, insieme all’account Twitter, utilizzati per dare i compiti a casa. Risultato? Riuscire a eliminare quel muro che spesso divide l’uso dei social network tra la scuola e i ragazzi, in Italia magari costretti a nascondersi per utilizzarli ugualmente sullo smartphone personale. Gli studenti sono stati così stimolati a usare per esempio Facebook e Twitter per fini del tutto nuovi e sicuramente più utili, anche se in questo non sono mai rimasti soli. In Norvegia lo Stato ha fornito a ognuno di loro un tablet o un PC adatto a questo scopo. Forse è chiedere troppo in un momento come questo, ma un primo passo può sempre essere fatto, perché non provarci? Norvegia, Italia, all is Europe! O no?

 

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ANTONIO LIONETTI

Giornalista di lungo corso, preparazione universitaria ed esperienze lavorative informatiche, è materano da sempre ma ormai toscano (e senese) di adozione. Gli piace cimentarsi “di fioretto” con la penna, non disdegna con decisione “la spada” davanti a un computer. Sport, politica, teatro: alcuni dei suoi terreni preferiti per comunicare con un mondo sempre meravigliosamente “a colori”.

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