Crescono i cinguettii degli aeroporti italiani, anche se ancora non decolla il numero degli scali del Belpaese che puntano su Twitter. Eppure chi sceglie i social per comunicare con i viaggiatori, riesce a fare numeri interessanti come nel caso di Bologna che vola più in alto di tutti tra gli aeroporti cinguettanti: l’account del Marconi (@BLQairport) può infatti contare su 7434 follower sul social dei 140 caratteri contro i pochi meno di quattromila dei due hub più importanti della Penisola ovvero Roma e Milano.

L’aeroporto di Bologna è uno degli 11 scali considerati “strategici” dal governo italiano secondo il “Piano nazionale degli aeroporti”, presentato pochi mesi fa. Inrom sintesi il traffico aereo nazionale è stato diviso in dieci bacini di traffico e per ognuna delle aree è stato individuato lo scalo di riferimento (a parte il centronord che ne prevede due). A questa lista ristretta si aggiungono poi altri 26 scali considerati di “interesse nazionale”. E se scorriamo l’elenco degli aeroporti strategici vediamo che dietro il primatista Bologna ci sono i due scali principali. I cinguettii del profilo ufficiale degli aeroporti romani (@aeroportidiroma) è seguito da 3787 followers e dà informazioni sia sul Leonardo da Vinci di Fiumicino che sul Giovan Battista Pastine di Ciampino. Sono invece 3731 i followers degli aeroporti di Milano (@miairports) che seguono le ultime novità degli scali di Malpensa e Linate. Ad avere un account Twitter sono anche l’aeroporto calabrese di Lamezia Terme (@LameziaAirport) con 570 followers e il Falcone e Borsellino di Palermo (@AeroportoPa) che conta 417 followers. Peccato che la classifica si fermi qui perché non sono rintracciabili su Twitter profili ufficiali (e soprattutto attivi) di altri aeroporti “strategici”: da Venezia alla Toscana (dove si sta portando avanti una faticosa unione tra Firenze e Pisa), da Napoli a Catania e Cagliari. Ad esempio gli aeroporti pugliesi (Bari, Brindisi, Foggia e Taranto) hanno profilo aperto ma l’account (@SeapAeroporti) risulta fermo al luglio dello scorso anno (e dunque non c’è da stupirsi se i followers sono appena una cinquantina).

Interessanti risultati sul social dei 140 caratteri li ottengono un buon numero di aeroporti tra quelli di “interesse nazionale”. L’aeroporto di Pescara conta 1.754 follower (l’account è @AbruzzoAirport), quello di Genova (@GenovAeroporto) è seguito da 1.645 fans mentre lo scalo di Torino (@aeroportotorino) ha 1.569 follower ma l’account risulta fermo allo scorso autunno così come il Federico Fellini di Rimini che può contare su un buon seguito (@RiminiAirport ha 1296 followers) ma l’ultimo tweet è dello scorso gennaio. Tra gli altri scali con buon seguito su Twitter segnaliamo infine l’aeroporto di Trieste (@AEROPORTOTRS) che conta 890 follower e quello di Olbia (@Olbia_Airport) seguito da 670 fans.het

Ma cosa cinguetta un aeroporto? In linea di massima si danno informazioni sull’aeroporto stesso sia in termini di servizi sia commerciali sia promozionali ma soprattutto si può interagire con gli utenti. Ad esempio l’aeroporto di Bologna lo scorso 2 luglio ha risposto a un utente che si lamentava degli schermi-info spenti, spiegando che erano stati appena montati e le connessioni erano in attivazione. In generale insomma si possono leggere Tweet sui voli cancellati o sui nuovi collegamenti, sulle promozioni delle compagnie aeree e su quelle degli esercizi commerciali presenti in aeroporto e non manca anche chi rilancia le info turistiche o degli eventi presenti nel territorio. E appare chiaro che chi ha puntato su Twitter con aggiornamenti costanti e risposte pronte riesce a fare numeri
interessanti. Anche se in Italia siamo molto lontani dai risultati di altri scali europei. Basta pensare che l’aeroporto londinese di Heathrow (@Heathrowairport) conta su 234 mila follower e il vicino Gatwick (@Gatwick_Airport) su 130 mila e l’aeroporto di Dublino (@DublinAirport) arriva a oltre 78mila (ed ha attivato anche un apposito profilo, @askDUBairport, per l’aiuto ai passeggeri).

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ANDREA MARRUCCI

Giornalista under 40 convinto che 140 caratteri possano bastare (e avanzare) per migliorare la comunicazione...

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