Se per Henri Cartier-Bresson una bella fotografia si ottiene essenzialmente ponendo “sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi e il cuore” (impresa comunque non banale), allora quanto conta il mezzo con la quale si realizza? Forse meno di quanto si sia portati a pensare…

Da circa dieci anni è approdata sulla scena artistica internazionale la Mobile Photography, ovvero l’arte espressa attraverso scatti effettuati con smartphone e tablet. A Firenze, fino al 26 marzo, si potranno ammirare venti opere appartenenti a questo movimento, proiettate su undici megaschermi attraverso il sistema Matrix X-Dimension. Dove? Nel chiostro della chiesa di Santo Stefano al Ponte, sede fino al 1° maggio della mostra multimediale immersiva dedicata a Klimt, che ha riscosso, fino ad ora, grande successo.

Equinox Experience è il nome di questa esposizione nell’esposizione voluta da Andrea Bigiarini, il fondatore della galleria digitale New Era Museum, uno dei tre poli mondiali della Mobile Photography, con oltre 200 scatti visionabili, presente su Facebook, Twitter e Instagram. Ed è proprio dai suoi canali social che sono arrivate le foto in mostra a Santo Stefano al Ponte. Le venti opere, sono state infatti selezionate attraverso un concorso lanciato su Facebook e Instagram da fine gennaio a fine febbraio 2017, al quale hanno partecipato in molti. Tema del bando: Luce e Oscurità.

La Mobile Art prosegue nella sua evoluzione, eleggendo Firenze, già casa nel 2015 del FIPA – Florence International Photography Awards, a vetrina prediletta.

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Classe 1983, laureato in "Media e Giornalismo", con qualifica professionale in "Mediazione Linguistica" e "DITALS di II livello". Appassionato di cinema e sport, mi muovo fluidamente nel mondo della comunicazione, cercando di veicolare informazioni in maniera chiara, gradevole ed efficace. Sono vicepresidente dell'Associazione Culturale "Buongiorno Firenze" (www.buongiornofirenze.eu).

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