Una serie di eventi, organizzati da SMI Lab, con l’obiettivo di sperimentare nuove tecnologie e affrontare le problematiche più comuni nell’ambito della cybersicurezza. Il prossimo incontro si terrà il 2 dicembre e vedrà il coinvolgimento di CIO, CTO e IT manager di aziende private e pubbliche che potranno confrontarsi con i consulenti SMI, per testare le nuove tecnologie e le problematiche reali dei clienti.

In un mondo sempre più interconnesso e nel quale la minaccia cyber è dietro l’angolo, SMI vuole svolgere la funzione di traghettatore, guidando i propri clienti verso il nuovo, facendo toccare con mano le situazioni che possono mettere in pericolo il loro business e mostrando loro le migliori soluzioni tecnologicamente avanzate.

Data breach e attacchi hacker sono stati i temi affrontati nel primo appuntamento del quale è stato protagonista il partner tecnologico WatchGuard con gli interventi di Alessandro Vannini di Ethical Hacker Italiani e Stefano Arduini, Sales Engineering WatchGuard.
È stata questa l’occasione per ribadire l’importanza di sensibilizzare gli utenti finali, che siano questi dipendenti di un’azienda o di un ente pubblico, al tema della cybersicurezza.

“Se andiamo a cercare la radice della parola consulenza, scopriamo che deriva da “cum-sedère” cioè stare seduti insieme. Ebbene, l’essenza della consulenza è tutta qui: mi siedo con il mio cliente, lo ascolto, gli faccio domande, capisco chi è, cosa necessita e quindi propongo soluzioni. È questo il modo con cui SMI vuole essere consulente per i suoi clienti: sedergli accanto come lo siamo oggi, per capire insieme e con competenza qual è la risposta più corretta ai suoi bisogni”, spiega Cesare Pizzuto, General Manager di SMI Technologies and Consulting.

I dati mostrano che oggi sono due i principali modi per bucare un’azienda: per il 95% dei casi, tramite zero day e mancanza di protezioni sui servizi esposti, per il restante 5% tramite il furto di credenziali che involontariamente siamo noi utenti ad offrire al cyber criminale di turno.

“SMI svolge la funzione di ethical hacking verso i suoi clienti guidandoli passo dopo passo verso la realizzazione di infrastrutture IT nuove così come nell’implementazioni di nuovi progetti. E lo fa nel modo più gentile possibile, senza spaventare o terrorizzare il proprio cliente, ma offrendo l’assistenza tecnologica qualitativamente più elevata e affidabile”, afferma Massimiliano Melone, portavoce di Flat Parioli, raccontando un case study reale della collaborazione con SMI Technologies and Consulting in ambito cybersecurity.

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