È partita da Roma l’edizione 2019 di PA Social Day, con i saluti e i ringraziamenti di Francesco di Costanzo, presidente dell’associazione PA Social e Gianluca Garro, coordinatore di PA Social Lazio.

La seconda edizione di questo incontro ha avuto come filo conduttore in tutte le 18 città coinvolte svariati temi relativi alla comunicazione. “Nessuno più mette in dubbio che questa sia una attività professionale” ha ribadito con forza Francesco Di Costanzo “la comunicazione social non è solo per i giovani e chi svolge questo lavoro mette in campo buone pratiche soprattutto di qualità, per dare un servizio efficiente ai cittadini” sottolineando anche la grande voglia di formazione che anima coloro che ogni giorno si cimentano in questa difficile attività, spesso sottovalutata. È recente l’esperienza, proprio nella sede del BinarioF, della PA Social Academy, dove centinaia di professionisti hanno seguito i corsi gratuiti organizzati da PA Social in collaborazione con Facebook. Caterina Perniconi, responsabile per la formazione di PA Social, nel suo successivo intervento, ha rinnovato l’invito a tutti i colleghi a partecipare alle attività, sia proponendo nuovi percorsi formativi, che frequentando i corsi per perfezionare l’utilizzo dei nuovi strumenti di comunicazione.

Gli argomenti affrontati durante questo seguitissimo incontro, erano relativi alla vita quotidiana delle persone, quelli con cui ci si confronta quotidianamente: dalle fake news alla trasparenza e legalità, dall’ambiente alla sanità. A Roma, dove sono stati presentati i risultati di una approfondita ricerca sui Comuni del Lazio e le modalità con cui utilizzano i social network, si è parlato del rapporto tra comunicazione innovativa e territorio.

Laura Bononcini, Public Policy Director Southern Europe -Facebook, ha annunciato che dopo il successo della Social Academy, che si è svolta nei mei scorsi, proseguirà l’attività di formazione per le competenze digitali e verrà rinnovata la collaborazione con Pasocial.

Circa il 78% degli italiani vuole comunicare con la Pubblica Amministrazione attraverso le piattaforme digitali dei social network e ricevere informazioni utili con un linguaggio semplice e informale. “La PA deve togliersi la cravatta” ha puntualizzato Livio Gigliuto, direttore dell’Osservatorio nazionale sulla Comunicazione digitale e vicepresidente Istituto Piepoli illustrando i risultati della ricerca condotta dall’Osservatorio nazionale sulla Comunicazione Digitale, promosso da PA Social e dall’Istituto Piepoli, che ha misurato il grado di connessione tra Pubblica Amministrazione, cittadini, imprese e social/chat. Tale ricerca ha confermato inoltre che i social network non sono più territorio esclusivo dei giovani e che probabilmente in futuro gli utenti vorranno avere con le istituzioni un rapporto diretto, one to one, e che quindi la chat sarà la nuova frontiera della comunicazione.

Isabella Targa, Coordinamento Camere di Commercio, ha raccontato l’importante ruolo di InfoCamere, che ha come missione principale quella di traghettare le imprese verso la completa digitalizzazione, sottolineando che 3 imprese su 5 ancora si trovano in uno stadio iniziale. Le camere di commercio sono in pratica agenti della trasformazione digitale e coinvolgono le imprese tramite iniziative sia in presenza che in rete.

Si è parlato anche di Digital4Democracy, una piattaforma che riunisce ben 250 comuni e tante altre istituzioni, e che permette ai cittadini di partecipare attivamente alla vita democratica e digitale. Infatti si tratta di uno strumento innovativo, realizzato dal gruppo Cedat 85, che coniuga la tecnologia ASR (Automatic Speech Recognition) per la trascrizione in tempo reale del parlato delle assemblee politico-amministrative con la sincronizzazione tra audio e testo. Un progetto rivoluzionario anche se “La trasparenza totale non è ancora accettata in quanto non c’è abitudine e competenza” ha dichiarato in conclusione Valerio Imperatori.

Anche il rapporto tra ambiente e cittadini è stato affrontato con l’intervento di Stefano Cazora, Arma dei Carabinieri, che ha raccontato come la rivista #Natura sia in realtà divenuta col tempo uno strumento di accesso e condivisione delle informazioni inerenti i temi ambientali. Questa rivista cartacea (realizzata con carta riciclata), e interamente redatta con risorse interne, è divenuta multimediale e ha lo scopo principale di diffondere consigli semplici e informazioni sulla tutela ambientale.

Marco Laudonio, dirigente del MEF, ha invece focalizzato il suo intervento sul linguaggio istituzionale, ribadendo la necessità che in determinate situazioni il tono di voce da adottare debba avere il crisma dell’ufficialità. Lo stesso “stellone” utilizzato nei comunicati formali della PA è percepito dai cittadini sicuro e garante dell’ufficialità dell’informazione. Citando il caso di Edufin, il Comitato per l’Educazione Finanziaria, Marco Laudonio racconta di come i cittadini siano rassicurati dalle modalità di comunicazione che si è scelto di adottare quando si parla dei temi finanziari. Molto spesso sono i soggetti esterni, privati e non istituzionali che ne parlano e non avendo finalità educative, diffondono informazioni che potrebbero disorientare le persone meno competenti su questi argomenti. Importante è l’approccio bottom up adottato dal Comitato Edufin per la seconda edizione del mese dell’educazione finanziaria che verrà organizzato con le proposte che arrivano “dal basso” per aderire sempre più a quelle che sono le richieste dei cittadini e fornire informazioni utili e puntuali.

Luigi Mingrone e Stefania Della Pietra, Automobile Club Italia, hanno raccontato l’esperienza di URPnet, il network degli addetti URP del mondo ACI, realizzata a costo zero, che si pone l’obiettivo di diffondere buone pratiche all’interno di uno spazio condiviso.

Il focus di questo evento è stata la ricerca su alcuni comuni del Lazio, effettuata da un team di PA Social coordinato da Emiliano Germani e costituito da: Giulia Agostinelli, Loretta Ciciarelli, Assunta D’Aquale, Alessandra Gambadoro e Claudia Scardino. I dati raccolti su turismo, cultura e servizi riguardano tre territori della Regione Lazio: Tuscia, Castelli Romani e Riviera d’Ulisse. I risultati confermano che anche se tutti i comuni sono presenti sul principale social network, c’è ancora molto da fare: circa il 60% dei comuni non specifica chi gestisce social e oltre l’80% non ha una social media policy. Anche riguardo i contenuti, che risultano aggiornati in modo discontinuo, non viene adottato un linguaggio specifico per i social. In definitiva la ricerca restituisce una situazione in cui c’è ancora poca consapevolezza della necessità di utilizzare i social come strumento di comunicazione istituzionale.

L’intervento di Angela Creta, che ha concluso l’evento, si è focalizzato sul racconto dell’innovazione nella PA, evidenziando anche gli ultimi dati relativi all’indice DESI che vede l’Italia al 24mo posto, quindi ancora in posizione svantaggiata rispetto agli altri paesi europei.

L’edizione PA Social Day 2019 è stata trasmessa anche in diretta streaming sui canali di Pasocial e prossimamente sarà possibile, grazie alla tecnologia di Cedat 85 e Digital4Democracy, prendere visione dei contenuti dei 18 eventi, che saranno raccolti in una libreria audio e utilizzati per una pubblicazione successiva. Inoltre presto uscirà il numero zero de “I Quaderni di PA Social”, una nuova pubblicazione scientifica di approfondimento sui temi della nuova comunicazione.

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Laureata in comunicazione digitale, mi occupo delle tematiche relative a questo ambito da diversi punti di vista. Nel mio lavoro attuale mi occupo di comunicazione istituzionale, ma il mio interesse si rivolge anche al mondo dell’editoria auto-pubblicata e della scrittura creativa. Pubblico inoltre articoli sui miei canali personali oltre che su diversi magazine online che riguardano i temi dell’innovazione e della trasformazione tecnologica. Appassionata di fotografia, pubblico le mie immagini su Flickr e Instagram, ma mi piace frequentare i territori virtuali di tanti altri social media.

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