Nei giorni in cui il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto che aggiorna il Codice dell’amministrazione digitale per rafforzare i diritti di cittadinanza digitale – diritto all’uso delle tecnologie nei rapporti con le PA, domicilio e identità digitali, servizi pubblici on line e mobile-oriented – la regione Emilia Romagna ha presentato i risultati di “Pane e Internet” 2014-2017, il programma per il superamento del digital divide che ha coinvolto a oggi 20.000 persone attraverso corsi di formazione, incontri, laboratori, eventi distribuiti in 77 comuni su un territorio abitato da 1 milione e 200.000 persone, realizzati grazie a una rete composta da regione – che finanzia il progetto −, enti locali (40 aderenti), scuole, biblioteche, centri culturali e associazioni.

Alfabetizzazione, facilitazione, cultura digitale. Il progetto, spiega la regione anche con un video, ha coinvolto lungo queste 3 “direttrici” tutte le forze attive del territorio sul fronte del digitale, raccolte intorno ai 12 Punti Pane e Internet (Pei) e alle altre strutture aderenti. Si tratta dei 150 studenti che hanno dato “lezioni di smartphone” a persone adulte nell’ambito dei progetti di alternanza scuola-lavoro, o degli oltre 100 “assistenti digitali” volontari che hanno offerto il loro supporto per diffondere la conoscenza sull’uso della rete e sulle sue opportunità, anche legate ai servizi.

Questo in un contesto nazionale, fotografato nel 51° rapporto Censis, che vede ancora il 40,4% dei cittadini escluso dalla possibilità di usare i servizi on line a fronte di una lieve ma comunque positiva crescita (dal 12,4% del 2015 al 14,9% oggi) di quelli che hanno interagito on line con uffici pubblici.

Numeri e futuro

3.750 le persone che hanno partecipato ai corsi di alfabetizzazione, il 60% donne, per un’età media complessiva di 57 anni; 8.000 i cittadini che hanno usufruito dei servizi di facilitazione digitale, in circa 80 biblioteche e altri centri; 7.700 i cittadini dai 17 ai 75 anni che hanno partecipato a 175 incontri pubblici per la diffusione della cultura digitale, il tutto per un totale di 131 docenti, 105 tutor e 200 facilitatori digitali.

I numeri, però, non bastano, commenta sul sito web della regione l’assessore a Programmazione territoriale e Agenda digitale Raffaele Donini ricordando che, secondo i dati Istat 2016, “circa il 28% delle famiglie emiliano-romagnole non ha alcun accesso a internet e indicano, tra le cause principali di esclusione, proprio la mancanza di competenze”.

Per questo le Linee di sviluppo 2018/2020 oltre all’aumento dei Pei – oggi attivi a Bologna, Cesena, Modena, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini e presso le unioni/associazioni di comuni Pedemontana Parmense, Frignano, San Lazzaro-Molinella, Terre Estensi, che comprende Ferrara, Alto Ferrarese e Bassa Romagna – prevedono “interventi e opportunità di formazione sempre più mirati per garantire a tutti i cittadini le stesse opportunità di crescita”, con un attenzione particolare al mercato del lavoro.

Nel futuro di Pane e Internet c’è infatti anche lo studio di progetti dedicati ai giovani, per l’acquisizione di competenze digitali al passo con l’evoluzione dei profili professionali richiesti dal settore Ict.

Altro obiettivo delle Linee di sviluppo è concentrare l’azione sui cittadini più a rischio di digital divide, come gli ultra 65enni, i disoccupati, i migranti, e nelle aree geografiche più disagiate per accesso alla rete e connettività, come le zone di montagna.

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Punto ad essere una persona consapevole e partecipe, vivere e contribuire in una comunità che si evolve, e credo che l'informazione sia una leva essenziale di questo sviluppo. In quest'ottica mi sono avvicinata alla comunicazione pubblica, di cui mi occupo come redattrice web. Sono nata e vivo a Roma, cerco di lavorare “al servizio del servizio pubblico”, senza perdere di vista quello che succede intorno.

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