I social media, ormai testimoni della vita di ognuno di noi e dei quali è difficile fare a meno nel quotidiano, risultano essere sempre più utilizzati anche in ambito aziendale per molteplici attività. Questa conclusione emerge da un’indagine condotta dai ricercatori dell’Università di Milano-Bicocca, presentata lo scorso 21 giugno, che ha coinvolto 274 aziende, di cui 268 attive solo nel mondo social in base al data base LeFac-TBS Group. La ricerca, condotta dal Centro di Ricerca Interuniversitario in Economia del Territorio dell’Ateneo (CRIET), ha divulgato i risultati nel corso del convegno “Marketing Innovation Hub- Ruolo e perfomance dei social media nella gestione aziendale” che, essendo giunto alla seconda edizione, ha potuto sottolineare un significante confronto fra i dati registrati nel 2016 e quelli rilevati nell’arco di tempo compreso tra aprile e maggio 2017.

Perché le aziende italiane si servono del canale social? Le imprese si concentrano soprattutto sull’interazione e la relazione con il cliente ma li utilizzano anche per monitorare i concorrenti (dal 28% raggiunge il 46%), prevedere nuove tendenze di mercato e testare nuovi prodotti.  L’obiettivo primario rimane comunque la volontà di incrementare la brand reputation, migliorare la customer satisfaction e aumentare le vendite anche se la maggioranza delle aziende afferma che l’utilizzo dei social non sia privo di rischi poiché, se gestiti non correttamente, possono danneggiare il brand e far perdere i clienti attuali.

I social media sono una delle tante forze digitali usate dalle aziende intervistate che dichiarano in media di utilizzare cinque differenti canali digitali. La multicanalità è infatti diventata la quotidianità. Dal confronto con il 2016, Facebook risulta essere il social network più utilizzato dalle imprese italiane, tanto che solo un’azienda su 20 dichiara di non farne uso; segue Youtube, usato dall’81% dei rispondenti; al terzo posto troviamo Twitter che registra una diffusione del 72%. L’indagine mostra importanti sviluppi per Instagram (dal 29 al 69%) e LinkedIn (dal 45 al 64%).

Nella ricerca sono state analizzate realtà aziendali piccole con un massimo di 50 dipendenti (20%);  medie realtà aziendali con un massimo di 250 dipendenti (33%) e grandi realtà aziendali con oltre 250 dipendenti (47%) sia in ambito Business-to-Business (B2B) che Business-to-Costumer (B2C). La gestione dei canali social coinvolge sempre il personale interno (44%) o al massimo sovrapposizione di interni e esterni (54%) e tre aziende su quattro dichiarano di destinare un budget specifico di comunicazione esclusivamente ai social media con un generale aumento della quota nei prossimi tre anni.

La ricerca è stata presentata dal team di ricerca Università di Milano-Bicocca e CRIET composto da Roberto Chierici, Barbara Del Bosco e Alice Mazzucchelli e dal team di ricerca IPSOS costituito da Andrea Alemanno e Claudia D’Ippolito. Nel corso della presentazione sono intervenuti Angelo Di Gregorio, professore ordinario dell’Università di Milano-Bicocca e direttore CRIET; Matthieu De Montgolfier, Ceo TBS Italy & Switzerland; Luca Zanderighi, professore di Economia e gestione delle imprese all’Università di Milano; Moreno Ferrario, Senior sales manager LinkedIn;  Alberto Gugliada, Ceo BrandMade; Luigi Maccallini, responsabile Comunicazione retail BNL Gruppo BNP Paribas;  Giuseppe Mayer, Ceo Testa Digital Hub; Armando Testa e Simona Portigliotti, Senior marketing manager Gamestop Italia; Paolo Teoducci, Brand strategy & media TIM.

 

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Ho studiato alla Facoltà di Scienze Umanistiche della Comunicazione dell'Università di Firenze. Nutro interesse nei riguardi del mondo del giornalismo, dell'editoria e della cultura in generale.

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