L’attività pastorale ha ormai da tempo intrapreso la strada della comunicazione social. Le possibilità offerte dai nuovi mezzi di comunicazione sono un’occasione per parlare alle giovani generazioni (e non solo) in modo facile e diretto. Un mondo in continua crescita dove, per fare il punto della situazione, si segnala il convegno “Churchbook. Tra social network e pastorale”, organizzato dal Centro di Ricerca sull’Educazione ai Media, all’Informazione e alla Tecnologia (Cremit) dell’Università Cattolica di Milano, dal Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Perugia e dall’Associazione Webmaster Cattolici Italiani (WeCa) in programma giovedì 29 maggio, a partire dalle 9, nell’Aula Pio XI dell’Università Cattolica di Milano (largo A. Gemelli 1). Nel corso del convegno saranno presentati i risultati di una ricerca che ha analizzato la presenza e l’utilizzo di Facebook da parte di sacerdoti, religiosi, religiose e seminaristi. L’iniziativa è “finalizzata a rilevare le forme di presenza e i modelli di uso ‘pastorale’ nei social network e nasce dal desiderio di offrire un supporto per orientare l’attività di WeCa al servizio della realtà ecclesiale italiana – spiegano gli organizzatori -. La ricerca è stata possibile grazie alla collaborazione di tanti: laici, religiose, religiosi, sacerdoti e il convegno sarà un’occasione per ringraziarli tutti. A partire dal convegno, vogliamo iniziare tutti insieme un ulteriore percorso di ricerca e approfondimento, con il “pensiero” rivolto in particolare ai ragazzi, alle famiglie, agli educatori”. Churchbook rappresenta dunque un’occasione per riflettere a tutto tondo sul ruolo che i social media giocano nella società contemporanea, con il contributo di studiosi ed esperti in diversi ambiti: dal sociale al pedagogico per arrivare alle declinazioni più propriamente pastorali.

 

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