Un maxi database digitale per scovare i corrotti e le infiltrazioni criminali nell’universo di appalti pubblici che stanno prendendo il via con il piano del PNRR.

E’ questa l’arma in più dell’ANAC, l’Autorità Nazionale Anti Corruzione, che non si occupa solo di anticorruzione ma vigila sul vastissimo sistema degli appalti con l’obiettivo non soltanto di colpire le irregolarità, ma fare in modo che ce ne siano il meno possibile.

L’attuale banca dati a disposizione dell’Anac rappresenta un patrimonio informativo concentrato su un arco temporale di oltre 13 anni, che ha tracciato più di 53 milioni di affidamenti, di qualunque importo, per un valore complessivo che supera i 2.400 miliardi di euro.

Non è un caso che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza preveda espressamente il potenziamento della banca dati tra le misure più urgenti.

Gli obiettivi principali sono: digitalizzazione degli appalti; tracciabilità dei flussi finanziari; controllo della spesa pubblica; trasparenza; semplificazione dei processi amministrativi.

Con il potenziamento degli strumenti digitali è possibile conciliare le esigenze di rapidità nell’attuazione del PNRR con i controlli sulla regolarità degli appalti e sulle infiltrazioni criminali.

La banca dati unica, con l’analisi dei dati e incrociando archivi diversi quali quelli di Agenzia delle Entrate e Inps, segnalerà qualsiasi anomalia in tempo reale, dando modo di intervenire presso le aziende prima che si inneschino eventuali contenziosi o procedure che allungherebbero i tempi e comporterebbero un aumento dei costi.

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