Ore 11.11 dell’11 gennaio 2017. La Norvegia spegne le onde a modulazione di frequenza (FM) e passa alle trasmissioni in Digital Audio Broadcasting (DAB) confermandosi primo paese al mondo ad abbandonare il vecchio sistema di ricezione del segnale radio. Si parte dalla contea del Nordland per arrivare, nel mese di dicembre 2017, alla copertura dell’intero territorio nazionale con l’ultimo switch off nelle contee di Troms e Finnmark.

E’ l’avvio di un percorso di ammodernamento tecnologico che, nei prossimi anni, interesserà tutta l’Europa: a seguire, Svizzera (nel 2020), Gran Bretagna e Danimarca.

La notizia è di quelle che lascia a bocca aperta i più nostalgici. La Digital Radio Norway fa il suo debutto imponendosi come sistema di trasmissione all’avanguardia capace di produrre risparmi di gestione per le emittenti ed offrire, agli ascoltatori, un audio di maggiore qualità. Con il DAB, più contenuti aggiuntivi (anche testo ed immagini) e la possibilità di un numero infinito di canali. Via il segnale sporco e disturbato, spesso ‘gracchiante’, a vantaggio di uno più pulito ed affidabile.

In realtà già da 22 anni, nel paese dei fiordi, convivevano in parallelo analogico e digitale. Entrambi i segnali arrivavano nelle case dei poco più di cinque milioni di abitanti e sette famiglie su dieci utilizzavano il nuovo sistema di ricezione per ascoltare musica e notizie.

E in Italia? Occorre ancora attendere. La copertura non è completa ed uniforme su tutto il territorio. Meglio le aree del centro nord (copertura al 90%), in affanno tutte le altre. Nel totale, poco più del 70% della popolazione è raggiunta dal segnale.

L’Alto Adige si aggiudica il primato garantendo con la RAS – Radiotelevisione Azienda Speciale una copertura del 99,3% della popolazione altoatesina. A partire dal 31 gennaio 2017, inoltre, trasmetterà gli attuali programmi radio digitali DAB esclusivamente con la codifica di qualità superiore DAB+.

Non si tratta, però, di un vero e proprio addio. Sembra che le trasmissioni in FM potranno essere riutilizzate da piccole emittenti locali per diffondere informazioni di ‘prossimità’ (radio di servizio, scolastiche, di quartiere…). Non resta che rimanere sintonizzati.

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MASSIMO GERIA

Classe 1972, romano, padre di una bellissima bambina. Comunicatore pubblico per passione, web writer, convinto sostenitore dei social e di tutti i mezzi di informazione. Curioso di natura, navigo a vista su internet. Amo la buona tavola, la famiglia, gli amici e sono le uniche storie che non riesco a raccontare in 140 caratteri.

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