Città metropolitane, un tema di cui si parla da molti anni. Ora, finalmente, stiamo entrando nel vivo. Nel corso della kermesse Forum PA (@Forum_PA), che si è svolta in questi giorni a Roma, si è parlato molto di città metropolitane, da diversi punti di vista. Tra i più presenti e attivi ai dibattiti sicuramente il direttore di Cittalia (@cittalia) e dell’Osservatorio nazionale Smart City Paolo Testa. Con il direttore del centro ricerche Anci abbiamo fatto una chiacchierata sul futuro della comunicazione nelle città metropolitane:

 

 

In che modo l’istituzione delle città metropolitane cambia la comunicazione pubblica nei grandi contesti urbani italiani?

 

Senza dubbio cambierà completamente il modo di raccontare come l’azione delle amministrazioni locali si riflette sulla vita quotidiana del cittadino. Innanzitutto è necessario proprio in questa fase individuare le modalità migliori per comunicare ai cittadini in che modo questo grande cambiamento non sarà qualcosa che rimane solo su carta ma che avrà impatti significativi sulle funzioni e sui servizi delle aree interessate, con riflessi sull’azione sia dei comuni centrali che di quelli della cintura. Con Cittalia abbiamo cercato di raccontare questi cambiamenti attraverso rapporti e infografiche che confluiranno nel nostro nuovo sito diariometropolitano.it, che raccoglierà anche analisi e interventi di esperti urbani e amministratori locali. Ma ciò ovviamente non basta. C’è bisogno di un rinnovato impegno da parte delle città per far sì che i cittadini siano veramente coinvolti in questo processo attraverso un’informazione puntuale che non si concentri solo sui cambiamenti amministrativi ma sulle opportunità che tale riforma riserva all’intero spettro della società civile, soprattutto in termini di partecipazione alle scelte comuni

 

Dal confronto con le esperienze di comunicatori pubblici ed esperti urbani, invitati alla presentazione di diariometropolitano.it a ForumPa, quali sono gli elementi che hanno maggiormente colpito la sua attenzione?

 

Abbiamo notato, non senza una certa sorpresa, che a livello locale il dibattito è già particolarmente avviato e in alcuni contesti l’azione di ricercatori ed esperti del settore si unisce agli spunti di cittadini attivi e studenti universitari attivi sul tema. Molto spesso le amministrazioni pubbliche cercano di guidare questi processi di comunicazione senza avere un reale riscontro su quelli che sono i suoi effetti potenziali quando invece notiamo che i cittadini, se correttamente informati, dimostrano spesso di essere molto interessati e intenzionati anche ad esprimere attivamente le loro opinioni. Emblematico è il caso di “Milano Città Metropolitana”, il primo portale dedicato a questo temi, così come l’azione quotidiana che uffici stampa più tradizionali e comunicatori social stanno intraprendendo per rendere più comprensibili questi cambiamenti.

 

Perché un cittadino dovrebbe interessarsi alla città metropolitana?

 

Perché senza dubbio la città metropolitana si interesserà di lui. Il cittadino metropolitano, in realtà, esiste già, ma se ne ha poca consapevolezza perché ancora non esistono politiche metropolitane percepite come tali. Probabilmente questo cittadino è un pendolare, la sua casa è distante dal suo lavoro, ha una famiglia e come tutti ha bisogno di asili, biblioteche e cinema accessibili. La città metropolitana deve servire a ridurre i divari tra centro e periferia non solo in termini di distanza fisica ma soprattutto culturale, rimuovendo quegli ostacoli di natura materiale e immateriale all’esercizio della cittadinanza.

 

In che modo la comunicazione può concretamente servire a rilanciare il senso di appartenenza a una comunità?

 

Mettere in rete le tante iniziative di attivismo e di impegno civico realizzate nelle città metropolitane di tutto il paese serve non solo a comporre un catalogo dell’Italia migliore, ma soprattutto a far comprendere la vivacità dei grandi centri urbani e delle loro corone. Se paragoniamo tali contesti ai corrispettivi europei ci rendiamo conto quanto sia proprio da qui che arrivino le risposte più originali alla crisi, a partire dalla sharing economy fino alla promozione della mixitè sociale. Comunicare la reale portata di queste forme di innovazione quotidiana aiutano molto più di tutto il resto a far comprendere quanto la città metropolitana rappresenti l’unico orizzonte possibile per riprogrammare lo sviluppo dei nostri luoghi di vita con un approccio europeo.

Licenza Creative Commons
Cittadini di Twitter è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.

Presidente PA Social - Associazione Nazionale per la nuova comunicazione. Fondatore e direttore di cittadiniditwitter.it. Esperto di comunicazione, social network e autore dei libri "PA Social. Viaggio nell'Italia della nuova comunicazione tra lavoro, servizi e innovazione" (2017. Franco Angeli Editore), “Cittadini di Twitter. La nuova comunicazione nei servizi pubblici locali” (2012, Indiscreto Stefano Olivari Editore), “Comune di Twitter” (Anci Toscana – Polistampa Editore, 2013) e “WhatsApp in città? La nuova frontiera della comunicazione pubblica” (Di Costanzo - Marrucci, 2015, Indiscreto Stefano Olivari Editore). Organizzatore di numerosi convegni, corsi, lezioni e presentazioni sulla nuova comunicazione via web e social network. Fondatore con numerose aziende di trasporto pubblico italiane del network #socialbus, prima rete europea per lo sviluppo della comunicazione social nel settore dei trasporti. Promotore di numerose iniziative e campagne, come #socialcity e #socialutility, per lo sviluppo e la promozione dell’utilizzo di web e social network per l’informazione pubblica e di servizio ai cittadini.

Leave A Reply


*