Autore: GIULIA RAFANELLI

GIULIA RAFANELLI

Giornalista e social media manager. Un romanzo all’attivo, da Sky Tg24 a Toscana Tv, sono cresciuta a pane e cronaca, poi ho integrato con verdura e social media. Una laurea magistrale all’Università di Urbino, collaborazioni sparse per il web, qualche master e vari corsi di aggiornamento. Curiosa per DNA, affascinata dall’attualità, dalla robotica e dal digitale. Nella prossima vita vorrò fare l’ingegnere aerospaziale. Intanto osservo e racconto il mondo. Attualmente in forze alla comunicazione pubblica.

Una parola non è soltanto inchiostro su carta, le parole hanno un valore, un peso, un’identità. Forse il digitale è l’ambito dove in assoluto è stato sdoganato il silenzio. E spetta forse alle PA che hanno l’obbligo/dovere di comunicare (servizi, valori, pensieri, ecc..) guidare l’uso della parola digitale verso l’etica dell’apertura e lontana dall’odio. 15 marzo #WORLDSPEECHDAY Giornata Mondiale dedicata alla parola, per celebrare l’importanza e la forza della parola, come elemento in grado di unire le persone — Firenze digitale (@firenzedigitale) 15 marzo 2018 “La chiave di una civile convivenza sta nei discorsi che possono ispirare la crescita, nella…

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Una PA digitale è una PA che dialoga, è una PA che si apre, è una PA che sta dove si trovano i propri cittadini: in strada e sul web. Il concetto di trasparenza amministrativa è stato ed è il risultato di un processo lungo e, in parte, anche lungimirante. Trasparenza significa “vedere al di là”, rendere chiaro e/o visibile all’esterno. Con la legge sulla trasparenza amministrativa si è cercato di fare questo: rendere visibili e accessibili tutti gli atti della pubblica amministrazione nella sua attività di gestione della cosa pubblica. E quando si parla di trasparenza si parla anche…

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Un’inestimabile collezione all’interno ma anche un’ottima capacità di relazionarsi all’esterno. Non c’è dubbio che la strada per Menfi e Tebe passi da Torino. Il Museo Egizio è uno degli scrigni più preziosi dell’antica arte e cultura egiziana che abbiamo nel nostro Paese. Un patrimonio che non poteva restare chiuso nelle teche (per quanto belle) all’ombra della Mole. Dal 2006 il Museo si è dotato di un team di professionisti ed esperti di comunicazione con quattro obiettivi in testa: acquisire nuovi pubblici, nuovi linguaggi, internazionalizzazione e sostenibilità. Facebook è il profilo più “istituzionale” su cui il social media team fa leva…

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Una città evoluta è una città che punta al miglioramento della qualità della vita dei suoi cittadini. Una città evoluta è una città accessibile. È una città consapevole che le barriere, culturali e architettoniche, si possono abbattere lavorando, lavorando insieme privati e pubblici. Kimap è la app progetta da una start-up fiorentina, Kinoa, che ha messo a disposizione il proprio know-how per rendere Firenze (e non solo) una città inclusiva. Come? Permettendo a persone con disabilità motoria di mettere online percorsi accessibili per sé stessi e per altre persone che condividono le stesse necessità di spostamento. I kimapper, gli utilizzatori…

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Ascoltare le richieste dei cittadini, capire il tessuto urbano per creare strategie concrete realmente basate sui bisogni e sullo stato dell’arte. Negli ultimi tempi sono sempre di più le amministrazioni che si avvalgono di percorsi partecipativi per adottare iniziative concrete per le città. Di fondo c’è un assunto: la comunicazione con i cittadini crea valore. Un valore che spetta alle istituzioni rendere in modo tangibile e operativo. Prendiamo ad esempio il progetto Pop-Up Lab, un laboratorio che a Prato, città con un tessuto sociale piuttosto complesso, ha portato alla riapertura di alcuni fondi sfitti in centro. Terza città del centro…

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Comunicare è maledettamente difficile, diceva (e ridiceva) il mio professore di sociologia della comunicazione all’Università. Comunicare la cultura lo è forse ancora di più. Che il web abbia aperto frontiere e spazi prima inaccessibili soprattutto per le piccole realtà, è quasi un’affermazione obsoleta. È vero che la maggior parte dei musei di piccole dimensioni hanno un account social (nella ricerca 2016 dell’Osservatorio Innovazione Digitale nei Beni e Attività Culturali è emerso che il 51% del campione di istituti presi ad esame è su Facebook, il 31% ha un account Twitter e il 15% un account Instagram) ma emergere tra i…

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