Da un’idea avviata negli Stati Uniti nel 2013 e che ha visto interessati circa 40 milioni di studenti e insegnanti di tutto il mondo, l’Italia ha messo in campo l’introduzione nelle scuole dei concetti di base dell’informatica attraverso la programmazione: il coding. Tutto attraverso strumenti di facile utilizzo e che non richiedono particolari abilità nell’uso del computer.

Stutturato dal ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca (Miur), il progetto “Programma il Futuro” – così si chiama la “versione” italiana – ha coinvolto 600.000 studenti, circa 30.000 classi, oltre 9.000 insegnanti e più di 3.000 scuole tra settembre 2015 e gennaio 2016.
Parliamo di numeri che hanno raddoppiato quelli dello scorso anno scolastico. Ampia la partecipazione delle scuole primarie, 53% del totale degli iscritti al progetto, in crescita l’adesione delle secondarie di primo e secondo grado, rispettivamente 31% e 15%. L’obiettivo dichiarato è di arrivare a coinvolgere entro la fine dell’anno scolastico un milione di studenti. Incrementato anche il numero di ore svolte da ogni studente nell’ambito del progetto, 5,54, per un totale di oltre 3.300.000 ore di informatica.

La materia più insegnata dai docenti che hanno iscritto le proprie classi al progetto è matematica, col 53,9%, seguita da scienze 39,3%, informatica 35,3% e tecnologia 31,3%.

In crescita, rispetto allo scorso anno, sono anche le valutazioni positive e la soddisfazione degli utenti, soprattutto docenti, per le attività proposte. Durante le lezioni di coding, la maggioranza degli insegnanti, l’80,15 ha scelto metodologie miste utilizzando sia lezioni tecnologiche che tradizionali.

Fa parte di “Programma il Futuro” anche il concorso Codi-Amo, finalizzato a sensibilizzare gli studenti alla riflessione sullo sviluppo del pensiero computazionale, fornendo loro l’opportunità di cimentarsi con forme di espressione originali e stimolanti. Gli insegnanti, di scuole sia statali che paritarie, primarie e secondarie di I e II grado, hanno tempo fino al 3 aprile per iscrivere le proprie classi, scegliendo una delle due categorie previste per gli elaborati da presentare: tecnologica o tradizionale. I vincitori saranno premiati con supporti informatici per le attività didattiche e buoni scuola.

Dettagli sull’iniziativa su Twitter, su Facebook, e su YouTube.

 

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Comunicatore pubblico, nato nel 1967, ho due figlie adolescenti, sono di origini sannite ma romano a tutti gli effetti. Quando non ho impegni lavorativi e familiari metto ai piedi le mie scarpe da running e corro nei parchi o sulle strade della mia città: provo così a liberarmi da tutti i pensieri negativi, cerco soluzioni e preparo anche qualche maratona.

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